Fagnani e Govoni (terzo polo): «Siamo la nuova casa dei riformisti»

I segretari provinciali di Italia Viva e Azione che hanno dato vita a una lista unitaria (con il Pri) promettono un impegno per il progetto. E Casadio (ex presidente Sapir) applaude

RobertoFagnani FilippoGovoni

Roberto Fagnani e Filippo Govoni

«Queste elezioni sono state l’occasione per accelerare la creazione di una nuova casa per i riformisti». È la dichiarazione congiunta di Filippo Govoni e Roberto Fagnani, segretari provinciali rispettivamente di Azione e Italia Viva che alla recente tornata elettorale hanno costituito il cosiddetto terzo polo.

Il risultato elettorale dice che la lista Calenda-Renzi (appoggiata anche dal Pri) si è affermata come quarto partito in provincia (così come in Italia) e terzo partito in alcune zone come Ravenna città, Lugo e il Faentino. A livello nazionale è arrivato un 7,8 percento, nel Ravennate un 8,7.

«Fin dall’inizio della campagna elettorale – proseguono Govoni e Fagnani – abbiamo messo in evidenza che la nostra lista non era solo un’unione finalizzata all’appuntamento del 25 settembre, ma era un progetto di prospettiva. Una casa per chi non si riconosce nei conservatorismi di destra e sinistra , per chi non si riconosce nei partiti della “Decrescita Felice”, e nemmeno nei “partiti del No”. Una casa che predilige lo sviluppo ai sussidi, che ha a cuore i valori liberali, europei e atlantisti».

Per i due segretari il risultato ottenuto è l’inizio di un nuovo progetto politico che unisce i tanti volontari e attivisti di Azione e Italia Viva: «Vogliamo rappresentare il sistema produttivo che genera ricchezza e benessere, in quanto l’unico modo per difendere il lavoro e dare serenità alle famiglie, alle prese con le difficoltà attuali. Vogliamo inoltre garantire equità generazionale e salvaguardare il futuro dei giovani, che il nostro impegno su questo tema lo hanno capito, costruendo con loro programmi sostenibili e di prospettiva, sia dal punto di vista economico che ambientale. Certo, non sono giorni di trionfalismo, purtroppo ha vinto di nuovo il populismo, che ha cambiato abito ma non la sostanza. Noi guardiamo avanti, partendo dall’ 8 % Nazionale e dal 9% locale con la responsabilità di formare un partito liberale, riformista e popolare che guarda al futuro».

Le parole di Fagnani e Govoni sono piaciute a Matteo Casadio, ex presidente di Sapir che dopo sei anni di lontananza dalla politica aveva annunciato il suo voto per il terzo polo: «Govoni e Fagnani si sono esposti con così tanta convinzione per il superamento dei partiti che essi stessi rappresentano e che hanno contribuito a fondare a livello locale e per la nascita del nuovo partito dei riformisti italiani. Chiedo ad entrambi che si facciano sentire per accelerare la fase costituente, convocare al più presto in tutte le province assemblee pubbliche di elettori e simpatizzanti di questo nuovo progetto politico con l’auspicio che in molti, finalmente, mettano anche la faccia e siano disponibili ad impegnarsi in prima persona e senza paura, per rilanciare insieme le proposte referendarie del 2016 e quelle serie e di buon senso del programma elettorale del Terzo Polo. Sono sicuro che il preannunciato terremoto che porterà al superamento definitivo del Pd e l’inconsistenza della classe politica della destra di fronte alla complessità dei problemi del paese, trasformerà il nuovo partito dei riformisti in un approdo sicuro e affidabile».

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