A seguito del tentativo di violenza sessuale occorso a Cervia (in via Cardano) per mano di un 22enne di origine senegalese, il sindaco Mirko Boschetti ha espresso la propria vicinanza alla donna di 43 anni attraverso una nota stampa: «È un episodio gravissimo che non può essere sottovalutato. Qualora ne ricorrano i presupposti tecnici, come Amministrazione comunale ci costituiremo ovviamente parte civile nel procedimento, nella convinzione che la città debba assumere una posizione chiara e ferma di fronte a fatti di questo tipo».
Boschetti prosegue: «Mi sono subito accertato personalmente delle condizioni della donna coinvolta e le esprimo, anche a nome dell’Amministrazione, la nostra vicinanza. Ringrazio i Carabinieri per la tempestività e la professionalità dimostrate nell’intervento e tutte le Forze dell’Ordine per il quotidiano lavoro di presidio e tutela della comunità».
Per quanto riguarda la posizione dell’uomo fermato, il primo cittadino auspica «che le autorità competenti valutino tutti gli strumenti previsti dalla legge e che, qualora ne ricorrano i presupposti, vengano adottati i provvedimenti conseguenti. La sicurezza, e quella delle donne in particolare, è una priorità e su questo non intendiamo arretrare. Continueremo a lavorare per rafforzare il presidio del territorio, la videosorveglianza e il coordinamento con le Forze dell’Ordine».
Anche il Partito Democratico di Cervia è intervenuto sulla questione, puntando il dito contro il Governo: «Questo episodio solleva tuttavia un tema politico nazionale che non intendiamo eludere. È evidente che la filiera dei controlli e il monitoraggio dei soggetti con precedenti penali o in stato di clandestinità presentano enormi falle gestionali che ricadono drammaticamente sugli enti locali e sulla pelle dei cittadini. Le destre al governo nazionale, da anni concentrate su una propaganda securitaria fatta più di slogan elettorali che di fatti concreti, stanno fallendo proprio nell’ordinaria amministrazione della sicurezza e nella gestione dei rimpatri dei soggetti socialmente pericolosi. Il PD di Cervia esige quindi che lo Stato faccia la sua parte».


