sabato
10 Ottobre 2026
la denuncia

Porto di Ravenna, il Coordinamento contro i traffici di armi: «La nave militare Capucine ha fatto scalo in città»

L’associazione chiede chiarimenti sul carico. Appello ai portuali per lo sciopero del 30 ottobre

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La nave ro-ro Capucine, utilizzata per il trasporto di materiali, mezzi e personale delle Forze armate, avrebbe fatto scalo ieri, venerdì 9 ottobre, nel porto di Ravenna. A segnalarlo è il Coordinamento popolare contro i traffici di armi dal porto di Ravenna, che chiede di chiarire quali materiali siano stati movimentati durante la sosta.

Secondo il Coordinamento, l’imbarcazione sarebbe impiegata esclusivamente per conto dell’Esercito italiano e opererebbe insieme alla nave gemella Severine, senza rotte prestabilite, spostandosi tra porti e basi militari in Italia e all’estero. «Che cosa ha caricato a Ravenna?», domanda il gruppo, che ritiene si tratti di mezzi militari, senza tuttavia disporre di informazioni certe sul contenuto del carico.

La presenza delle due navi e i loro spostamenti internazionali erano già stati ricostruiti da un’inchiesta pubblicata da Altreconomia nell’agosto scorso. L’articolo, firmato dalla giornalista Linda Maggiori, documenta diversi passaggi della Capucine e della Severine, compresi trasporti di materiali militari e munizioni, e segnala anomalie nei dati di tracciamento della prima nave durante un passaggio al largo di Haifa. Si tratta di una ricostruzione giornalistica che non consente, da sola, di stabilire la natura delle operazioni effettuate ieri a Ravenna.

Il nuovo scalo preoccupa il Coordinamento, che parla di un ulteriore segnale della crescente presenza della logistica militare nello scalo ravennate. «La militarizzazione del porto di Ravenna va avanti, lontano dagli occhi e dal cuore dell’amministrazione», sostiene il gruppo, che richiama anche la vicenda giudiziaria relativa all’accesso alle informazioni sui traffici di armamenti. Il Coordinamento ribadisce la propria contrarietà al transito di armi e mezzi militari nei porti civili e invita i lavoratori dello scalo ravennate ad aderire allo sciopero del 30 ottobre proclamato da Usb e da organizzazioni sindacali internazionali contro la guerra.
«Non vogliamo essere coinvolti in nessuna guerra», conclude il gruppo, che chiede ai cittadini di unirsi alla mobilitazione.

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