Franco Fontana: «Il compito della fotografia è esprimere»

A Cervia lo sguardo sul paesaggio dell’artista modenese e di quattro romagnoli (Pioggia, Tazzari, Villa, Zani)

Villa

Foto di Mirco Villa

 

Glocal è probabilmente il termine più appropriato per definire la fotografia di paesaggio italiana. Ed è alla fotografia di paesaggio che Cervia, nell’ambito delle rassegne estive organizzate in collaborazione con Cna Ravenna con curatela del fotografo Mirco Villa (presente anche tra i fotografi in mostra) e prestiti importanti dalla Fondazione Fotografia di Modena, dedica un’esposizione tematica al Magazzeno del Sale. Lo speculum della mostra è la visione poetica di Franco Fontana, uno dei protagonisti della fotografia contemporanea, unita a quella dei quattro fotografi ravennati Mirco Villa, Fabrizio Zani, Luigi Tazzari e Vincenzo Pioggia. Un glocal che, soprattutto nella fotografia di paesaggio italiana, è diventato sempre di più una polifonia di voci in grado di rappresentare il policentrismo culturale italiano. Un policentrismo che è da intendere non come provincialismo vernacolare, ma come varietà straordinaria di possibilità. Nessun altro territorio del mondo può, infatti, affermare l’immensa ricchezza di diversi orizzonti e culture dell’Italia, la non uniformità di ambienti ed ecosistemi, dalle Alpi alla Sicilia, sino al nostro territorio – la Romagna –, così vario perché fatto di palude e pianura, colline, boschi, friche, montagne, mare, lacerazioni industriali e antropiche. Tutto in Italia è differente e i fotografi di paesaggio, dalla seconda metà del secolo scorso, hanno saputo raccontare questa eccezionale varietà meglio e prima di tanti altri. Ognuno di loro ha scritto il suo personale diario di viaggio e ognuno lo ha fatto mettendosi in gioco.

CONAD RACCOLTA PLASTICA MRT2 20 – 29 02 20
Fontana2

Foto di Franco Fontana

Franco Fontana, modenese, nato nel 1933, è uno di questi fotografi. Ha iniziato a fotografare all’inizio degli anni ’60 con una Kodak Retina presa a noleggio nei week end, poi ha acquistato una pentax a rate di 5mila lire al mese,  come facevano tanti fotografi amatoriali. Da allora Fontana, premiato dal successo internazionale, non ha più smesso di fotografare, seguendo un piacere quasi fisico e onnivoro, fedele a un eclettismo curioso che lo ha spinto nei territori della moda, del reportage, del nudo femminile  e, i lavori in mostra lo testimoniano, del paesaggio, naturale e urbano, alla ricerca della sua Bellezza. In lui il paesaggio si trasfigura, assumendo valenze fortemente pittoriche, geometriche e astratte, seguendo una sorta di riduzione all’essenziale, della quale dice “si tratta sempre di cancellare per evidenziare. In ogni situazione cerco la significazione, la sintesi delle cose affinché da oggetto diventino soggetto […] il compito della fotografia creativa non è illustrare o rappresentare ma esprimere».  Altro tratto fondamentale dell’opera di Fontana è il colore, un colore sempre forte e timbrico. «Fotografo il colore perché fortunatamente vedo a colori: ritengo il colore più difficile del bianco e nero, che è già un’invenzione perché la realtà non è mai accettata per quello che è a livello creativo e conseguentemente va reinventata. Il mio colore non è un’aggiunta cromatica al bianco e nero ma diventa un modo diverso di vedere, essendomi liberato da quelle esigenze spettacolari che hanno caratterizzato la fotografia a colori, accettando il colore come un traguardo inevitabile nell’evoluzione della fotografia», spiega.

Pioggia2

Foto di Vincenzo Pioggia

Insieme a quelle di Fontana, in mostra, sono esposte alcune opere di quattro autori ravennati che raccontano, con lingue e sguardi diversi, il paesaggio del nostro territorio. Lo fanno attraverso quella stessa fedeltà messa in atto da Fontana, seguendo quindi strade personali, ugualmente intense ed evocative. Come Fontana ritrovano il loro paesaggio attraverso la fotografia, la loro invenzione/rivelazione di paesaggio: un hic et nunc differente per ognuno di loro. È un codice di sorprendente bellezza che muta come mutano gli affetti e i pensieri e scivola sulle incandescenti immagini di Mirco Villa, sulla suggestione affascinante di Vincenzo Pioggia, sulla densità poetica struggente di Fabrizio Zani, sulla sospensione silenziosa di Luigi Tazzari,  prendendoci per mano e insegnandoci un altro sguardo, infinitamente libero, sul nostro paesaggio.

“Linee e forme. Cervia, la Romagna e altri paesaggi”, Magazzeni del Sale, Cervia, sino al 27 agosto, aperto tutti i giorni dalle 20 alle 24

ARKA ERGO STUDIO BILLB TOP E MID 24 01 – 29 02 2020
DECO – PIADINA LORIANA LEAD HOME E CULT SPETTACOLI 01 01 – 31 12 20