Il “900 Fest” tra razzismo di Stato e cosmopolitismo, incontri e proiezioni

Il programma della rassegna che quest’anno ricorda gli 80 anni delle leggi razziali

Cartolina900festSono passati 80 anni da quando l’Italia fascista varò le leggi razziali, firmate dall’allora re Vittorio Emanuele III. Il Regime di Benito Mussolini, con il Regio Decreto del 5 settembre del ’38, si adeguò di fatto alla legislazione antisemita della Germania nazista che portò all’Olocausto, ovvero al genocidio di 6 milioni di persone. Anche i 40.000 ebrei che erano in Italia diventarono progressivamente vittime di un “razzismo di Stato”.

Con il titolo “Italia 1938 Europa 2018. Antisemitismo, razzismo e xenofobia, crisi della cittadinanza, cosmopolitismo e comunità”, la quinta edizione di 900fest organizzata dalla Fondazione Lewin a Forlì dal 24 al 27 ottobre vuole affrontare questi temi, tra i più scottanti e attuali della storia europea.

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Programma
A QUESTO LINK IL PROGRAMMA GIORNO PER GIORNO E I LUOGHI DEL FESTIVAL
Il festival apre la sessione sulla “grande colpa” italiana con un intervento di Alessandro Pajno (Presidente Emerito del Consiglio di Stato) sulla “vera legalità” delle leggi razziali dopo i saluti del sindaco di Forlì Davide Drei e dell’assessore alla cultura, politiche giovanili e politiche per la legalità della Regione Emilia-Romagna Massimo Mezzetti.

A seguire Tullia Catalan parlerà della promulgazione delle leggi antiebraiche; Anna Foa, nel ricordo del padre Vittorio, racconterà dell’amnesia collettiva che sembrò colpire gli italiani all’indomani della caduta del regime; Matteo Stefanori dei volenterosi o riluttanti “carnefici italiani” che contribuirono all’arresto di circa 7.600 ebrei, un quinto di quelli presenti sul nostro territorio; Michele Battini aiuterà a capire perché la “Norimberga italiana ” non fu mai celebrata.

Nelle giornate seguenti si discuterà delle “premesse” e degli stereotipi sottesi all’ideologia antisemita. Al centro della scena il tema del rapporto tra fascismo e leggi razziali all’interno di una riflessione sull’antisemitismo italiano. Marie-Anne Matard-Bonucci, Alberto Cavaglion, Patrizia Dogliani, Guri Schwarz e Paola Salvatori si confronteranno attorno alla domanda: la legislazione del 1938 rappresentò una svolta o una continuità nella storia del fascismo? L’antisemitismo era consustanziale al fascismo o fu adottato in chiave strumentale per costruire un “nemico interno” e rafforzare il regime?

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Pragna Patel

La seconda sessione di 900fest verterà invece sull’attualità. Si parlerà dello stato di salute della democrazia in Europa, in particolare in Ungheria e Polonia; ma anche del tema del multiculturalismo e del rischio che una malintesa sensibilità multiculturale si trasformi in “cecità morale”. Ospiti eccellenti del festival, Pragna Patel, fondatrice dell’organizzazione inglese Southall Black Sisters (Sbs) e di Women Against Fundamentalism, Wanda Nowicka, già deputata polacca e Roza Hodosan, già deputata ungherese, oggi impegnate tutte nella lotta al sessismo e al razzismo. Laura Balbo ed Ernesto Galli della Loggia, moderati da Alessandro Cavalli dibatteranno a partire dalla domanda : “Siamo razzisti?”.

Infine l’ultimo giorno del Festival sarà dedicato al tema “Cosmopolitismo e comunità”. In un mondo sempre più globale e interconnesso come rispondere alle sfide poste dall’incontro con culture e religioni diverse? Come tenere assieme l’aspirazione a essere cosmopoliti, a rispettare un’etica universalista con il bisogno incomprimibile di far parte di una comunità, di mantenere le proprie abitudini, di avere un heimat, una “piccola patria”?
E cosa succede se, come ben spiegherà Wolfgang Merkel, la divisione tra cosmopoliti e comunitaristi diventa anche una frattura sociale; se il cosmopolitismo diventa “la coscienza di classe dei viaggiatori assidui” (come l’ha provocatoriamente definito Craig Calhoun), se cioè le élite cosmopolite diventano i vincenti della globalizzazione, mentre i comunitaristi, che spesso sono coloro che quotidianamente si trovano a che fare con le piccole e grandi seccature dell’alterità, ne sono i perdenti? Altri temi affrontati saranno il significato della parola comunità oggi; si discuterà inoltre delle obbligazioni morali che abbiamo verso gli stranieri, ma anche del rischio che i nobili obiettivi dei “cittadini globali” si trasformino in negligenza dei loro doveri verso i compatrioti. Di questo e altro, se ne parla con: Michel Wieviorka (Francia), Julie Cooper (Israele), Lea Ypi (Gran Bretagna), Anne Phillips (Gran Bretagna), Wolfgang Merkel (Germania), Bashir Bashir (Palestina-Israele), Melissa Williams (Canada).

Le proiezioni
Il ricco programma del festival propone ogni sera una proiezione diversa al cinema San Luigi: si parte mercoledì 24 ottobre con il film “1945” di Ferenc Török (Ungheria, 2017), Introdotto da Gianfranco Miro Gori. Giovedì 25 ottobre verrà proiettato il documento di propaganda antisemita di Joseph Goebbels “Suss l’ebreo” (Veit Harlan, 1940). Introduce Gadi Luzzatto Voghera. Infine venerdì 26 ottobre verrà proiettato il cinegiornale Luce sulla visita di Mussolini a Trieste del settembre 1938, nel corso della quale il duce annunciò in un discorso in piazza dell’Unità la decisione di adottare una legislazione razziale anti ebraica. A commentare i filmati appena restaurati sarà Fabio Levi, del Centro Internazionale Primo Levi.

Il recital
Sabato 27 ottobre sul palcoscenico del Teatro Fèlix Guattari di Forlì lo spettacolo: “Uno strano e amaro raccolto”, è produzione originale di letture, canzoni e musica ispirato ai temi del festival. Con Paola Sabbatani (voce), Lelia Serra (lettura), Roberto Bartoli (contrabbasso), Daniele Santimone (chitarra). Il concerto si apre con una breve lettura di una corrispondenza da Ancona, distretto tessile con forte presenza ebraica, pubblicata nel 1938 sulla rivista “La difesa della razza”, in cui si incitava alla maldicenza contro gli ebrei. A seguire brani sono di vari autori, tra cui Bob Dylan, Gaber, Jannacci, Testa e altri (ore 21, ingresso libero).

La mostra
Dal 17 al 27 ottobre la Sala XC Pacifici del Comune di Forlì ospita la mostra dal titolo: “L’offesa della razza. Razzismo e antisemitismo dell’Italia fascista” realizzata dalla Soprintendenza per i beni librari e documentari dell’IBC Regione Emilia-Romagna, che illustrerà con documenti d’epoca, il tema del razzismo e in generale dell’atteggiamento verso il “diverso” in epoca fascista (ingresso libero).

Il Festival è promosso da:
Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea della provincia di Forlì-Cesena, Fondazione Alfred Lewin, Anpi Forlì-Cesena, Associazione Mazziniana Italiana Sezione “G. Bruno” di Forlì, Fondazione L. Lama, Cooperativa Ricreativo Culturale Alessandro Balducci – Forlì, Cgil, Cisl, Uil, Arci, Endas Forlì, Unione degli Universitari Forlì.

In collaborazione e con il patrocinio di: Ministero dei beni e delle attività culturali, Regione Emilia-Romagna, Comune di Forlì, Provincia di Forlì-Cesena, Dipartimento di interpretazione e traduzione, Unibo, Atrium, Insmli, Biblioteca Comunale “Aurelio Saffi” Masque Teatro, Emilia-Romagna festival, Rivista Una città.

Con il contributo di: Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, CNA Forlì-Cesena, Legacoop Romagna, Assicoop,

Il Comitato scientifico di 900fest è composto da: Michael Walzer, Nadia Urbinati, Maurizio Ridolfi, Marie-Anne Matard-Bonucci, Wlodek Goldkorn, Fabio Levi, Pietro Adamo, Patrizia Dogliani, Paola Salvatori.

Ingresso libero

Maggiori dettagli: https://900fest.com/2018/06/29/2430/

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