Naghasha Ensemble, la musica armena tra antico e contemporaneo

In scena il 26 giugno, fra le sorprese del Ravenna Festival, in attesa del “Purgatorio” di Tigran Mansurian. Anche in diretta streaming

Naghash Ensemble

Naghash Ensemble

Quest’anno l’iniziativa di solidarietà “Le Vie dell’Amicizia” del Ravenna Festival giunge a Erevan, in Armenia. Se il pensiero va subito ad antichi bizantinismi non fidatevi troppo, la musica potrebbe stupirvi ancora una volta, attraverso le sue strade misteriose.
Ci sarà infatti spazio per l’ibridazione tra antico e contemporaneo con il Naghash Ensemble, formazione incatalogabile (quanto mi piace questo aggettivo) guidata dal pianista e compositore John Hodian. Ispirato dal poeta medievale Mkrtich Naghash, presenterà (sabato 26 giugno alla Rocca Brancaleone) musiche che partono dalla tradizione armena – in formazione gli strumenti classici di questa scuola: dhol, oud e duduk – arrivando a toccare i territori della contemporanea, del jazz e persino del rock. Non si tratta di un pasticcio, tutt’altro. Vi invito a cercare su YouTube la loro performance live su KEXP per verificare di persona: potrebbe essere una delle grandi sorprese del Ravenna Festival.

Le tre voci dell’ensemble (due soprani e un contralto) saranno poi protagoniste (domenica 27, alle 11.30, alla chiesa di Sant’Agata Maggiore in via Mazzini a Ravenna) anche di una “messa nella tradizione armena” per il ciclo di concerti liturgici In Templo Domini.
Può essere una bella occasione per approfondire la conoscenza di una cultura di enorme ricchezza ancora non abbastanza esplorata dalle nostre parti.

Ma quello che per il sottoscritto è l’evento che fa tremare le ginocchia è la commissione per il Purgatorio dantesco che il Festival ha affidato a Tigran Mansurian. Si tratta del più grande compositore armeno vivente, un grandissimo della musica contemporanea. La sua opera più nota è il Requiem, scritto per ricordare il genocidio degli armeni ad opera dell’Impero Ottomano nel 1915-16 ( un milione e mezzo di vittime).

Tigran Mansurian

il compositore armeno Tigran Mansurian

Ma da molti anni la musica di Mansurian viene incisa da star mondiali, molto note al pubblico di Ravenna Festival, come Jan Garbarek con Hilliard Ensemble, Leonidas Kavakos, Christoph Poppen, e soprattutto Kim Kashkashian.
Gli album sono tutti di reperibilità abbastanza semplice, essendo per lo più pubblicati da Ecm. Mi sento di consigliare quantomeno MonodiaHayren (che comprende arrangiamenti musicali per il leggendario intellettuale armeno Komitas), la collezione degli String Quartets eseguita dal Rosamunde Quartett, e il nuovissimo Con Anima, che testimonia le composizioni più recenti del Maestro.

La sua è una scrittura delicatissima, spesso ispirata dalla musica sacra, di statura tale da non temere di sporcarsi le mani anche nella tradizione folkloristica e popolare, uscendone sempre cristallina nella sua chiarezza. Vi invito a superare eventuali diffidenze per lo streaming e seguire questa composizione per orchestra, coro e baritono solista di Tigran Mansurian, che sarà diretta da Riccardo Muti a Erevan il 4 luglio, e poi a Ravenna, il prossimo 12 settembre, per il concerto solenne a conclusione delle celebra­zioni per il VII centenario della morte di Dante.

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