«Churchill è stato il campione della politica con la p maiuscola»

Parla l’autore dello spettacolo che debutta in prima nazionale all’Alighieri di Ravenna e che vede protagonista Giuseppe Battiston

Giuseppe Battiston

Giuseppe Battiston

Winston Churchill è uno dei personaggi più ingombranti della storia europea contemporanea. Caposaldo morale della resistenza britannica, protagonista assoluto della ricostruzione del Dopoguerra, Churchill è una figura che trascende i confini nazionali per ergersi a vero padre fondatore dell’Europa – o meglio di un’idea di Europa che oggi sembra sempre più sfuocata. L’interpretazione del Primo Ministro per eccellenza ne L’ora più buia è valsa quest’anno l’Oscar a Gary Oldman come miglior attore; speriamo porti altrettanto bene a Giuseppe Battiston, protagonista di Winston vs Churchill,  tratto da Churchill, il vizio della democrazia di Carlo G. Gabardini in cartellone all’Alighieri di Ravenna dal 10 al 13 gennaio . L’attore di Udine, classe ’68, premio Ubu e più volte premiato ai David di Donatello, si cimenterà in questa difficile interpretazione in scena con Maria Roveran diretti dalla regista Paola Rota, nell’adattamento teatrale che debutterà in anteprima nazionale proprio a Ravenna. Qualche mese fa, ne abbiamo parlato col drammaturgo, autore ed attore eclettico, conosciuto dal grande pubblico per la sitcom Camera Cafè e per le sue comparse al cinema, ma radicato profondamente al cuore del teatro italiano.
Cosa l’ha colpita del personaggio di Churchill?
«Il punto di partenza nasce assieme a Giuseppe Battiston e Paola Rota, la regista. Insieme ci siamo chiesti se fosse una buona idea fare uno spettacolo su di lui, e dopo averlo studiato penso assolutamente di sì, per diversi motivi. È importante parlare di Churchill per parlare dell’oggi, ma non si tratta di fare una lezione di storia. Churchill è stato il campione della politica con la “p” maiuscola, di cui oggi non si parla più. Oggi dire “politico” equivale a dire un insulto. In realtà la politica è un’arte nobilissima, è l’arte di rendere possibile. Inoltre, Churchill aveva anche un lato comico e ironico, faceva un sacco di battute straordinarie; ma lo aveva in aggiunta al suo essere politico, non in esclusiva. Oggi sembra invece che l’unica cosa importante sia comunicare, twittare e fare battute. Ma Churchill ci insegna anche l’utilità della politica come tramite per prendere delle decisioni. Non possiamo limitarci all’alzata di mano o a un voto online. Le cose non si possono decidere così: serve qualcuno che le cose le conosca davvero. Poi si discute, certamente».
Mi pare di aver notato una vena d’ironia nei confronti dei 5 stelle. È un Churchill antidoto all’anti-politica, il suo?
«Direi un antidoto nei confronti della politica tutta, in questo momento. Se i 5 Stelle se ne escono con delle follie come “abbiamo abolito la povertà per decreto”, non è che gli altri siano da meno. Dappertutto noto un certo populismo, la voglia di cavalcare le paure. Bisogna recuperare il senso alto della politica. Infine, un altro aspetto secondo me centrale in Churchill è la sua attenzione per l’Europa».
Come ha fatto a condensare in drammaturgia una vita così ingombrante? L’ha immaginato come un nostro contemporaneo?
«No, è contemporaneo per ciò che dice, ma non ha il telefonino in mano, non è stato clonato. Churchill ci parla dai suoi anni, a fine carriera, quando ha già superato da un pezzo l’ottantina. E la memoria può fare anche scherzi: ci saranno piani diversi di narrazione».

Gabardini

Carlo Gabardini

Immagino che durante la decisione del soggetto, la potenza e la fisicità di Battiston abbiano giocato un ruolo fondamentale per la resa di un personaggio così complesso.
«Esatto, soprattutto per la sua potenza attoriale. Non è tanto interessante per me un’operazione di mimesi. Beppe è giusto per il grado di profondità di pensiero che riesce a regalare senza perdere l’ironia. Questo è il suo valore. Proprio come Churchill, che riesce ad essere terribilmente lirico per poi smorzare tutto con una battuta e, subito dopo, commuoverti di nuovo. Churchill era un grande attore, secondo me».
Il suo testo prevede anche la presenza di discorsi originali, o è frutto di una totale riscrittura?
«Sì, ci sarà una parte di un suo discorso e alcune formidabili battute originali. Ma Churchill parlerà come Churchill: avendo lui scritto tantissimo non è stato difficile catturare il suo tono. Prima mi ponevi la questione della condensazione del personaggio: ecco, io non credo si possa fare per questo personaggio. Non si tratta di dire tutto, ma di dire le parti giuste, il cuore».
Qual è stata, secondo lei, la migliore qualità dell’uomo Churchill?
«Churchill non si è mai arreso. La tenacia, e soprattutto l’insistenza di Churchill, mi hanno colpito».

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