lunedì
24 Agosto 2026
pesca

Polpi contro granchi blu, al via la sperimentazione in mare

La liberazione al largo di Cesenatico

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Polpi di pochi giorni di età e una femmina ospitati negli impianti dell’Università di Bologna sono stati liberati in mare al largo di Cesenatico, per combattere contro i granchi blu, specie invasiva che ha messo in crisi l’equilibrio dell’ecosistema marino e provocato pesanti conseguenze economiche per la pesca e l’acquacoltura. La liberazione è nell’ambito del progetto sperimentale Octo-Blu, promosso e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Alma Mater, per studiare il controllo biologico del granchio blu.

L’obiettivo del progetto è verificare se il polpo, predatore naturale del granchio blu, possa contribuire a contenere la diffusione della specie invasiva che negli ultimi anni. Un lavoro durato quasi due anni che ha permesso di raccogliere dati sulla relazione tra le due specie, affinare le metodologie di allevamento e arrivare alle prime schiuse, passaggio indispensabile per avviare le attività di rilascio in mare e la successiva fase di monitoraggio scientifico.

Dalle vasche di allevamento il progetto è passato al mare. I primi rilasci sono stati fatti l’11 e il 17 giugno in prossimità delle barriere artificiali sommerse, con il supporto logistico del Club Nautico di Riccione, e sono proseguiti ad agosto. L’uscita di Cesenatico, guidata dal professor Oliviero Mordenti, docente del Dipartimento di Scienze mediche veterinarie dell’Università di Bologna, e da Antonio Casalini, ricercatore dell’ateneo, responsabili scientifici dello studio, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Alessio Mammi, e con il supporto della Capitaneria di Porto – Ufficio Circondariale Marittimo di Cesenatico, segna un’ulteriore tappa della sperimentazione.

«L’obiettivo è provare a mettere in campo tutti gli strumenti disponibili per contrastare il granchio blu, tutelare l’equilibrio del nostro ecosistema marino e sostenere le imprese della pesca e dell’acquacoltura dell’Emilia-Romagna, per questo siamo disponibili a sostenere anche altri progetti di Università o centri di ricerca che vadano in questa direzione», ha detto l’assessore. (fonte Ansa.it)

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