Legambiente: «Fauna stressata da caldo e siccità, posticipare apertura della caccia»

L’associazione scrive alla Regione dopo il parere dell’istituto per la ricerca ambientale (Ispra): «Situazione allarmante»

Caccia 1200x800Con una lettera inviata alla giunta regionale dell’Emilia-Romagna, Legambiente chiede il posticipo dell’apertura della stagione di caccia all’1 ottobre sulla base del parere tecnico dell’istituto superiore per la ricerca ambientale (Ispra) che supporta una serie di dati allarmanti circa lo stato delle popolazioni di fauna selvatica cacciabile e non a seguito del perdurare del pesante stato di siccità e delle altissime temperature. Già il 19 agosto l’associazione ambientalista aveva avanzato la stessa richiesta ma nel frattempo è arrivata la nota dell’Ispra, inviata a tutte le Regioni e al ministero dell’Ambiente.

«Il territorio emiliano-romagnolo – scrive Legambiente – ha visto negli scorsi mesi un gravissimo calo delle precipitazioni rispetto agli anni precedenti, con una riduzione pari al 60 percento, soprattutto nelle provincie di Parma e Piacenza, oltre ad un aumento delle temperature medie registrate nel periodo estivo. Una condizione che ha portato alla dichiarazione di stato di emergenza in molti settori, tra cui quello agricolo: risulta incomprensibile il motivo per cui non venga riconosciuto lo stress al quale è stato sottoposto l’equilibrio faunistico regionale, che non può essere accentuato dall’avvio della stagione venatoria. Ricordiamo che l’esercizio dell’attività venatoria è consentito dalla legge purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna selvatica».

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