Daini a Classe: «Nessun intervento previsto dalla Regione è stato attuato»

Il consigliere Ancisi di LpR ha firmato la petizione e presenta una mozione: «Non ci sono fondamenti giuridici per la macellazione»

Daini Stagno Classe

Daini nella pineta di Classe (foto Willy Maurizio Mazzanti).

Non ci sono fondamenti giuridici validi per la decisione del Parco del Delta del Po di catturare circa un migliaio di daini nella pineta di Classe lasciando che possano anche essere venduti ad allevamenti per la macellazione. Ne è convinto Alvaro Ancisi, il consigliere comunale di Lista per Ravenna: «Gli atti messi in campo allo scopo dalla Regione e dal Parco vanno annullati, salvo esporli a inevitabili stroncature giudiziarie, se non anche a denunce penali».
Ancisi ha firmato la petizione formulata da una rete di associazioni ambientaliste e animaliste. Il decano dell’opposizione, inoltre, ha accolto l’invito della stessa rete per presentare in municipio una mozione da sottoporre a discussione e votazione (vedi paragrafo a fondo pagina).

L’indagine di mercato lanciata a fine agosto dal Parco – per raccogliere l’interesse e le offerte al rialzo dei soggetti interessati che poi dovranno essere invitati al bando vero e proprio – troverebbe presupposto giuridico in una deliberazione (140/2021) con cui la giunta regionale ha approvato un “Piano regionale per il controllo delle popolazioni di daino (Dama Dama) di Lido di Classe e Lido di Volano”, seguita da analoga deliberazione del comitato esecutivo dell’Ente Parco. «Entrambi questi atti – dice Ancisi – sono però in aperta contraddizione con il principio fondamentale che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato. La legge assegna alle Regioni la possibilità di autorizzarne dei piani di abbattimento, ma questi possono essere attuati solo dalle guardie venatorie dipendenti dalle Province, essendo però assolutamente vietato alcun prelievo della selvaggina da parte di terzi, tanto meno perché lucrino sulla sua carne».

A proposito va sottolineato che il consigliere segnala una recente sentenza di incostituzionalità per una analoga iniziativa della Lombardia, e intanto, per quanto riguarda la ricerca di mercato del Parco del Delta del Po, scaduta il 15 settembre, nessuna impresa è interessata ai potenziali guadagni dalla cattura dei daini della pineta di Classe. Quindi le strade per risolvere la questione restano ancora tutte aperte.

Per ridurre il branco di daini, secondo Ancisi, la strada è aggiornare i piani della Regione regolarmente vigenti. «Per primo il Piano per il controllo delle popolazioni di daino che porta la data del marzo 2021. Si prevedeva la cattura di 30 ungulati l’anno ripartiti tra la pineta di Classe e quella di Volano (nel Ferrarese, ndr) e il loro spostamento in luoghi dove possono essere liberi. Ma non sarà facile». C’è poi un Piano faunistico regionale, approvato anche dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale): «In vigore dal 2018 e valido a tutto il 2023, ha tra gli obiettivi primari la salvaguardia dell’agricoltura e la riduzione degli incidenti stradali con un ventaglio di misure e azioni di prevenzione: sensori elettronici che propagano stimoli acustici all’avvicinarsi di un ungulato selvatico; dissuasori elettronici che, attivati con le luci dei fari, emettono stimoli visivi e acustici di disturbo degli animali; dispositivi ad ultrasuoni che li tengono lontani».
Un’ispezione dei luoghi circostanti la pineta di Classe, documentata da un’ampia raccolta di foto e video, compiuta il 21 novembre 2020 da volontari dell’associazione Clama, coadiuvati dalle guardie ecologiche volontarie, ha rilevato l’assenza di infrastrutture preventive.

Interrogazioni e mozioni a difesa dei daini sono state presentate anche in Regione, da Europa Verde, 5 Stelle e Gruppo Misto.

Protesta Animalisti Regione

Protesta degli animalisti nella sede della Regione a Bologna

Raccolta firme e sit-in per salvare “bambi”. Una rete di associazioni è scesa
in piazza a Ravenna e il 2 ottobre manifesterà a Lido di Classe

Diverse associazioni della galassia ambientalista e animalista si sono riunite in una rete che ha avviato una protesta contro la decisione di abbattere i daini di Classe. Si sono già tenuti sit-in sotto la sede della Regione a Bologna e in piazza a Ravenna. Il 2 ottobre una marcia a Lido di Classe. In parallelo è stata lanciata una petizione con raccolta firme in circa 70 esercizi commerciali in Emilia- Romagna (elenco aggiornato sulla pagina Facebook “Rete associazioni tutela daini Classe e Volano”).
Al momento sono alcune centinaia quelle raccolte nel Ravennate, a cui dovranno sommarsi quelle raccolte altrove. La prima richiesta della petizione è per l’installazione di tutte le misure possibili di difesa: recinzioni, segnalatori acustici e luminosi, perché anche un solo daino può essere pericoloso per la circolazione stradale. Gli ambientalisti poi chiedono che il censimento dei capi venga fatto con maggiore precisione per avere chiaro il numero e se davvero si sia difronte a un sovrannumero, visto che le cifre dei danni agricoli sono risibili e non si registrano incidente stradali.

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