Accademia di Bologna: «Vogliamo ancora collaborare ma Ravenna potenzi l’organico»

In scadenza la convenzione decennale tra i due istituti di alta formazione. In corso le trattative per un rinnovo

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Un’immagine di un laboratorio dell’Accademia di Belle Arti a Ravenna. L’istituto di alta formazione ha sede in via delle Industrie

Ravenna conferma l’intenzione di proseguire la convenzione che lega l’accademia di Belle Arti a quella di Bologna, come ci dice l’assessore Ouidad Bakkali, ma cosa intende fare l’Accademia di Bologna? Lo abbiamo chiesto al direttore Enrico Fornaroli. «Dal nostro punto di vista, dipende molto dai risultati del processo di statizzazione. Nel momento in cui L’Accademia di Ravenna diventasse statale come è nella sue prerogative, cambierebbe radicalmente la situazione, ma la nostra idea è comunque quella di riuscire a collaborare in futuro. Due accademie storiche come Bologna e Ravenna, le uniche due della Regione, devono necessariamente pensare a fare sistema, vista anche l’esperienza pregressa. Noi vogliamo continuare a progettare».

Questo per il futuro, ma in questo periodo di transizione almeno triennale verso la statizzazione? C’è qualcosa che chiedete a Ravenna per continuare la collaborazione? «In questi tre anni auspichiamo che l’Accademia di Ravenna consolidi degli investimenti nell’organico in modo da arrivare al percorso di statizzazione con un organico che possa sostenersi in modo autonomo. Così fra tre anni, insieme, avremo un organico più ampio e la possibilità di avere più risorse». Negli ultimi dieci anni, infatti, Ravenna ha potuto contare su “prestiti” di docenti da Bologna a costo zero che le hanno permesso di coprire ben 5 delle 8 cattedre previste con docenti incardinati. «Sì, ci aspettiamo una massa critica diversa tra tre anni da parte di Ravenna. E prima questo avviene, meglio è».

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L’auspicio era forse che Ravenna avesse già a questo punto fatto passi in avanti in questo senso? Fornaroli precisa: «No, ma in questi dieci anni Bologna ha dato una mano e oggi Ravenna è nelle condizioni per andare avanti in totale autonomia, con un progetto organico con Bologna. Si può sicuramente dire che la scelta di convenzionarsi con Bologna fu lungimirante per farla uscire da un momento di crisi e metterla oggi in condizione di poter progettare un ampliamento dell’offerta, ma questo non è possibile senza avere incardinato un maggior numero di docenti. Non è pensabile una scuola con l’ottanta percento a contratto». Direttamente incardinati a Ravenna infatti al momento sono solo tre su 20. A Bologna, gli incardinati sono 102 e altrettanti sono quelli a contratto.

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