Accademia Belle Arti e istituto Verdi verso la statizzazione: «Nuova sede in centro»

L’obiettivo è renderla effettiva dal 2021. Nascerà il Politecnico delle arti di Ravenna

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Un’immagine di un laboratorio dell’Accademia di Belle Arti a Ravenna. L’istituto di alta formazione ha sede in via delle Industrie

Non solo la statizzazione, ma anche la nascita del Politecnico delle arti di Ravenna. C’è questo, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, nel futuro dell’Accademia di belle arti e dell’Istituto superiore di studi musicali Giuseppe Verdi.

A breve il consiglio comunale si esprimerà sulla delibera relativa agli indirizzi per la statizzazione dei due istituti di alta formazione artistica, che sarà esaminata proprio questo pomeriggio (10 settembre) dalla commissione consiliare 6 e che costituisce l’ultimo passaggio per completare la candidatura alla statizzazione, che dovrà essere presentata entro il 30 settembre tramite la relativa piattaforma informatica.

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Tre i principali indirizzi contenuti nella delibera: il primo riguarda il progetto di federazione tra le due istituzioni, con l’obiettivo di creare un polo di alta formazione sul territorio. Accademia e Verdi manterranno la loro autonomia, accorpando però la gestione di alcune attività, come gli insegnamenti comuni a entrambi (inglese e informatica ad esempio), i servizi di diritto allo studio, promozione e orientamento. E anche la direzione amministrativa sarà unica.

In secondo luogo, per quanto riguarda il tema delle risorse, si prevede che, oltre alla parte di spese fisse di gestione che il Comune continuerà a sostenere, l’amministrazione metta a disposizione di ciascuno dei due istituti almeno 50mila euro all’anno, per la realizzazione di produzioni artistiche e progetti che coinvolgono l’intera comunità cittadina.

Infine si affronta il tema delle sedi prevedendo, come chiesto dallo Stato, che il Comune assicuri la disponibilità gratuita degli edifici attualmente utilizzati da Accademia e Verdi. In più si prevede di mettere a disposizione una nuova ulteriore sede idonea allo svolgimento delle attività amministrative e di segreteria, didattiche e di produzione, anche comuni, che gli istituti federati svilupperanno.

«I tempi per la statizzazione sono stati rispettati – dichiara il sindaco Michele de Pascale – mentre non vi sono notizie dell’annunciato bando per l’edilizia Afam, che avrebbe dovuto mettere a disposizione fondi destinati a riqualificare immobili da destinare ad attività di alta formazione. A questo punto il nostro obiettivo è quello di mettere a disposizione immediatamente una sede idonea in centro storico e dunque cerchiamo un affitto. Pensiamo a un immobile che possa ospitare alcune attività di quello che sarà il Politecnico delle arti di Ravenna, a partire da un auditorium per la musica e spazi espositivi per i lavori dell’Accademia. Un luogo aperto anche alla fruizione della cittadinanza, che integrerà le sedi universitarie presenti in centro storico, a creare un campus diffuso che veda una vivace e dinamica presenza degli studenti nel cuore della città. La federazione dei due istituti dovrebbe garantirci una premialità a livello di punteggio nella valutazione della nostra candidatura, ma per noi è prima di tutto una scelta strategica di per sé, nell’ottica di unire due eccellenze quali l’Accademia e il Verdi a formare un forte polo di alta formazione artistica».

«Ci troviamo di fronte – aggiunge l’assessora all’Istruzione Ouidad Bakkali – a uno degli ultimi passaggi verso la statizzazione. Auspichiamo che a breve venga nominata la commissione che esaminerà le istanze, che verranno presentate dalle due accademie storiche di Ravenna e Bergamo e da una ventina di istituti musicali. Si prevede che l’esito arrivi entro la primavera e che la statizzazione sia effettiva dall’1 gennaio 2021. Il percorso è stato lungo e complesso, ma a partire dal 2017 ha compiuto continui e costanti passi che hanno già prodotto dei risultati. Basti pensare che, per quanto riguarda l’Accademia siamo passati da anni nei quali su 700mila euro di costi lo Stato ne copriva 140mila, ad anni, come il 2019, nei quali su 940mila euro di costi lo Stato ne copre 560mila. E per quanto riguarda il Verdi siamo passati da annualità nelle quali su 1.664.000 euro di spese lo Stato ne copriva 540mila, ad anni, come quello in corso, nel quale su 1.570.000 euro di costi, lo Stato ne sostiene 940mila».

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