Partecipazione, l’Unione faentina ci crede: in arrivo il regolamento unico

Coinvolgimento cittadino anche per la stesura del testo. Luccaroni (Faenza): «Fiducia cresce solo se le istanze vengono accolte»

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Entro la fine dell’anno l’Unione dei Comuni della Romagna faentina avrà un regolamento unico per inquadrare la partecipazione cittadina. E per arrivare alla sua stesura l’Unione ha scelto, con coerenza, un percorso partecipativo: «I lavori sono iniziati due anni fa – spiega Andrea Luccaroni, assessore comunale a Faenza con delega alla Partecipazione –. Suona come un gioco di parole ma si può dire che abbiamo fatto la partecipazione sulla partecipazione. Quando il testo sarà approvato, i cittadini avranno un quadro completo di tutte le forme con cui è possibile presentare istanze all’amministrazione. Questo poi comporterà che le istituzioni dovranno organizzarsi per saper rispondere alle sollecitazioni dal basso».

Il percorso è stato caratterizzato da una scelta innovativa. La legge sulla partecipazione prevede di istituire il “tavolo della negoziazione”, un punto di incontro per i diversi attori nella fase decisionale. Nel Faentino è stato trasformato nella “cabina di regia”: «Non abbiamo limitato il suo operato alla fase decisionale ma l’abbiamo coinvolto anche nella fase successiva di implementazione quando la competenza è degli organi decisionali». L’ipotesi è che la cabina rimanga attiva e interpellata nei casi competenti.

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Luccaroni ci tiene a sottolineare che il coinvolgimento dei cittadini è una delle tematiche in capo all’Unione divenuta pienamente operativa dall’anno scorso: «In questo modo possiamo impostare strategie più strutturate su un territorio che si presta molto bene a queste iniziative. Cerchiamo di renderla non un esercizio estemporaneo ma qualcosa di strutturale anche perché il suo limite principale è che il risultato è figlio di chi partecipa: quanto più allarghi la comunità coinvolta e tanto più la qualità del risultato è significativa». L’ambizione è alta: «Oggi molti cittadini la vedono come qualcosa fatto dal pubblico solo per evitare le critiche ma che poi non serve a niente, invece deve diventare qualcosa che il cittadino si aspetta. Per far nascere questo sentimento conosco un solo modo: l’organismo amministrativo deve tenere conto dei messaggi che arrivano, solo così il cittadino ha la reale percezione che non ha perso tempo».

Altri sono gli esempi di coinvolgimento cittadino nelle scelte dell’amministrazione. L’assessore ricorda una serie di cinque esperienze partite nel 2014 e arrivate a completamento, ognuna con un contributo di 20mila euro: la rigenerazione di un parco periferico, una tensostruttura mobile condivisa fra tre comunità parrocchiali, una cucina all’interno di una struttura comunale gestita dal Rione Verde con criteri di trasversalità, l’accessibilità completa delle sponde arginali del Lamone. «Per quest’ultimo finora siamo riusciti a intervenire solo nel tratto urbano ma l’obiettivo è di rendere percorribile tutto fino al confine con Bagnacavallo». C’è poi la stesura del piano urbano di mobilità sostenibile (Pums), ora in corso: «Si terra conto di quanto emerso nella consultazione dei cittadini sul tema specifico del trasporto casa-lavoro».

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