Via libera per lo studentato. Il sindaco: «Si farà in ogni caso». Lavori nel 2020?

De Pascale: «Si va avanti anche senza la certezza dei finanziamenti del ministero». Accordo tra Flaminia, Comune e Ravenna Holding. Apertura prevista per il 2022

Rendering progetto

Il futuro studentato

Era uno dei grandi punti interrogativi degli ultimi anni, dopo che il ministero aveva accettato con riserva il progetto presentato ormai due anni fa. Oggi invece – dopo il via libera da parte della giunta – è invece sempre più vicino lo studentato universitario di Ravenna, unico campus dell’Università di Bologna a esserne ancora privo.

La svolta è stata la decisione – presa da Comune di Ravenna, Fondazione Flaminia e Ravenna Holding, i tre enti coinvolti nel progetto – di procedere anche senza la certezza di quando – e se – arriverà il finanziamento ministeriale previsto dal bando per l’edilizia universitaria. «La notizia è che si va avanti in ogni caso – conferma il sindaco Michele de Pascale – anche se siamo ottimisti e fiduciosi di ottenere il finanziamento».

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Un grande passo avanti per il campus universitario ravennate, soprattutto in vista del probabile insediamento della facoltà di Medicina e Chirurgia a settembre 2020.

Lo studentato sorgerà, come da progetto, nell’edificio di viale Farini antistante la stazione, attualmente occupato da uffici comunali. Dopo lo spostamento degli uffici nella nuova sede di viale Berlinguer, comincerà l’opera di  risanamento e riqualificazione della struttura, di proprietà della “cassaforte” comunale Ravenna Holding, non prima però di aver completato il progetto esecutivo e di aver concluso le gare d’appalto per l’assegnazione dei lavori.

Il tutto dovrebbe avvenire auspicabilmente entro la fine del 2020: solo allora – ha annunciato il sindaco – comincerà la realizzazione dell’intervento, che si calcola sarà ultimato entro la fine del 2022.

L’attuazione del progetto è stata resa possibile dall’impegno di Flaminia e Holding – quest’ultima in proporzioni maggiori –  a impegnarsi finanziariamente per coprire i costi dell’intervento – circa 4 milioni di euro – in attesa che arrivino i fondi stanziati dal ministero, per i quali però non c’è ancora nessuna certezza in termini di tempo o entità. Diversi quindi i piani d’azione da valutare, che dovranno essere quanto più elastici per far fronte ai possibili scenari che si presenteranno da qui a due anni.

L’urgenza di procedere con i lavori è giustificata dal ruolo, sempre più importante, che la vita universitaria sta assumendo all’interno del contesto cittadino, alle cui esigenze non è stato possibile, almeno finora, rispondere in maniera adeguata.

Il nuovo studentato non solo offrirà posti letto (il progetto ne prevede 110) agli studenti fuori sede, ma metterà a disposizione una serie di servizi, come sale studio, di cui potranno fruire tutti gli studenti iscritti a Unibo. Inoltre, con la collocazione strategica in viale Farini, il Comune realizza di fatto quella riqualificazione della zona stazione/giardini Speyer di cui da anni si dicute.

Per Ravenna lo studentato è destinato a rappresentare un’enorme opportunità di crescita e attrazione di talenti e di questo le istituzioni sono pienamente consapevoli: «Dotare la città di una struttura di questo tipo – afferma De Pascale –  significa qualificare l’offerta formativa universitaria stessa e quindi essere attrattivi nei confronti di giovani e brillanti “cervelli”. Ragazzi e ragazze potranno venire a studiare a Ravenna da tutta Italia e da tutto il mondo e qui rimanere a vivere, mettendo a disposizione della comunità la loro intelligenza, il loro talenti e le loro capacità».

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