«Al nido tra burocrazia e genitori preoccupati. Ma i bambini vogliono solo giocare»

Parla un’educatrice dopo i primi giorni di lavoro

Educatrice

La foto dell’educatrice del Milanese che ha fatto discutere sui social. A Ravenna in realtà il camice non viene utilizzato

I nidi, per bambini da 0 a 3 anni, sono stati i primi servizi ad aprire in Emilia-Romagna, già il 7 settembre.

Dopo i primi giorni di attività, abbiamo chiesto una testimonianza a un’educatrice del Ravennate, che preferisce restare anonima.

«In questi primi giorni – ci racconta – si respira l’imbarazzo delle educatrici che hanno fatto la riunione di inizio anno coni genitori senza avere né i criteri igienici sanitari da seguire, né il patto di corresponsabilità da condividere con i genitori. Quindi si sono trovate a dover dare risposte approssimative o non risposte. Bisogna comportarsi bene, altrimenti si rischia una responsabilità anche pensale, ma in realtà non si sa bene neanche come comportarsi».

«Un po’ di personale in più c’è, anche nei nidi più piccoli, ma le nuove prassi, come l’accoglienza separata per sezione e l’uscita che funziona allo stesso modo separato, ne richiederebbe ancora di più. La burocrazia si è appesantita, ci sono comunicazioni da fare per i tracciamenti Covid».

E i bambini? «Ci guardano attraverso la mascherina chirurgica e la visiera in plexiglas che portiamo ogni giorno, ma sorridono e hanno voglia di giocare».

E le famiglie? «Hanno paura di quali provvedimenti potranno essere presi in futuro. Una famiglia che gestisce un ristorante, per esempio, si chiede cosa succederebbe anche alla loro attività se ci fosse un bambino positivo in sezione con il proprio…».

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