giovedì
23 Aprile 2026
musica

In 600 firmano per salvare il festival d’organo: «”Sfrattati” da San Vitale»

Appello alla Curia dell'Associazione Polifonica. Si dimette la direttrice artistica Elena Sartori

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Festival Organo

Hanno superato quota 600 i sottoscrittori della petizione lanciata on line dall’Associazione Polifonica per riottenere l’accesso alla Basilica di San Vitale e proseguire così il tradizionale Festival Internazionale di Musica d’Organo che, nel 2025, arriverebbe alla 64° edizione. La petizione è rivolta alla Curia arcivescovile che lo scorso 11 settembre, con una decisione inaspettata, ha revocato alla Polifonica la concessione della Basilica per l’organizzazione e la realizzazione dello storico festival ravennate. Alla richiesta di potere spostare in Duomo la rassegna, don Lorenzo Rossini  ha opposto un ulteriore no, rifiutandosi  per 4 mesi  di ricevere i rappresentanti della Polifonica per un confronto – si legge in una nota della stessa associazione.

«L’Associazione Polifonica di Ravenna, fondata nel 1960 assieme alla storica corale che molti ricordano, è l’Associazione musicale più antica e longeva della città – si legge in una nota inviata alla stampa -. Il Festival d’Organo di San Vitale è il più antico Festival organistico italiano e fu creato da Monsignor Gino Bartolucci, organista del Duomo di Ravenna, nel 1961. La direzione artistica del Festival fu poi ripresa dagli allievi concertisti d’organo  di Monsignor Bartolucci: prima il professor Andrea Berardi, che lo ha diretto fino al 2004 e dopo di lui, successivamente, la professoressa Elena Sartori, che si è occupata del Festival  dal 2004 a oggi, affrontando personalmente la lunghissima fase di impoverimento, di taglio di finanziamenti  e di disinteresse della politica che ha costretto la Polifonica a ricorrere a  raccolte di fondi, interpellanze in Comune e donazioni  personali da parte dei soci attivi».

Ormai consapevole di «non essere una controparte gradita alle autorità curiali», Elena Sartori ha annunciato le proprie dimissioni da qualsiasi carica organizzativa e artistica inerente il festival, «nell’auspicio che questo passo indietro possa favorire  la ripresa di un dialogo tra la Curia e la Polifonica, il cui consiglio direttivo  provvederà a individuare una nuova figura di Direttore Artistico per il Festival ravennate così noto e celebrato nel mondo».

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