lunedì
20 Aprile 2026
Rubrica L'osservatorio

Alla fine ci tocca sempre fare una colletta

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In questi giorni di più o meno ordinaria follia, a Ravenna e dintorni, se ne sono sentite un po’ di tutti i colori. La più divertente, però, resta naturalmente quella di Renato Esposito, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che in un’interrogazione ufficiale – ma davvero – chiede al sindaco di istituire – cito testualmente – “un fondo patrimoniale a favore dei Cittadini Ravennati vittime di atti di criminale vandalismo e di delittuosa follia per motivi razziali, etnici e religiosi. A tal fine si possono utilizzare le risorse previste per la U.O. Politiche per l’immigrazione, nella Missione 19 – programma 1 – Funzionamento della U.O. Politiche europee (personale, utenze uffici etc.)”.

In pratica, se si subisce un danno da un folle straniero si potrebbe accedere al suddetto fondo dei risarcimenti. Se invece il folle dovesse essere sfortunatamente di San Pietro in Vincoli (o partenopeo, tanto per metterci ai livelli del consigliere) no, in quel caso non potremmo ottenere il risarcimento dal nuovo fondo.

Una proposta davvero geniale, che ovviamente si potrebbe istituire subito per aiutare i poveri cristi che vivono nella casa vandalizzata in via Fiume Abbandonato. Nell’attesa però che sia istituito il fondo razzista di Esposito, chi potrebbe pagare i 20mila euro circa di danni non coperto dall’assicurazione dei residenti di via Fiume Abbandonato?

Alcune proposte:

  • Il sindaco («perché li accoglie tutti»);
  • Il vicesindaco, in quanto assessore alla Sicurezza;
  • Il/la responsabile del Centro di Salute Mentale, che ha la colpa di non aver rinchiuso il folle in un manicomio criminale.

Ma in attesa di tornare definitivamente al Medioevo, l’unica soluzione mi pare come al solito una colletta. Che senza collette (vi invito a seguire i comunicati inviati ogni tot di giorni dall’Ausl Romagna) ormai la nostra povera Italia andrebbe davvero a rotoli…

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