DiParola Festival arriva a Ravenna per la sua quarta edizione. Venerdì 2 e sabato 3 ottobre due giornate dedicate al linguaggio chiaro, all’accessibilità e al modo in cui le parole possono rendere più semplice il rapporto tra cittadini, istituzioni, imprese e servizi. L’appuntamento, organizzato dall’Associazione Linguaggi Chiari Ets e prodotto da Officina Microtesti, si svilupperà tra il Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna e il Teatro Rasi, dalle 9.30 alle 17.
Dopo le prime tre edizioni, che hanno raccolto oltre 5.500 partecipanti, il festival si trasferisce dunque a Ravenna con un programma che attraversa università, pubblica amministrazione, imprese, sanità, tecnologia, diritti e comunicazione. Il tema scelto per il 2026 è “Aprire le porte”. La metafora parte dall’idea che la chiarezza non significhi necessariamente semplificare la complessità, ma creare spazi nei quali competenze, conoscenze e persone diverse possano incontrarsi. Una porta, spiegano gli organizzatori, non separa soltanto un dentro da un fuori, ma mette in comunicazione stanze differenti.
Venerdì 2 ottobre il Mar ospiterà nove laboratori pratici, organizzati in tre turni. Si parlerà, tra le altre cose, di regolamenti universitari, comunicazione aziendale, feedback, linguaggio assicurativo e legale, intelligenza artificiale, disinformazione e accessibilità.
Tra gli appuntamenti della mattina quello di Eufemia Cipriano, responsabile del Ciao – Informazioni per gli studenti della Sapienza, dedicato alla riscrittura del regolamento didattico dell’università romana. Cristiano Carriero, fondatore de La Content e curatore Hoepli, affronterà invece il tema della scrittura per obiettivi nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Nel pomeriggio Angela Laurenza, presidente della scuola politica per giovani donne Prime Minister, parlerà di disinformazione di genere e violenza online, mentre Giulia Lombardi, ricercatrice in linguistica italiana all’Università di Genova, condurrà un laboratorio su moduli e questionari rivolti a utenti non italofoni.
Particolare attenzione sarà dedicata anche all’accessibilità. Sofia Cerè, Francesca Priori, Giulia Oblach e Naomi Brenner, esperte di tecnologie assistive e comunicazione accessibile di Aias Bologna Ets e Capito Venezia, proporranno un laboratorio sulla “lingua facile” insieme a persone con disabilità intellettiva, coinvolte come esperte e non semplicemente come testimoni.
Sabato 3 ottobre il festival si sposterà al Teatro Rasi, dove la conferenza sarà organizzata su due palchi paralleli. Sul palco principale, dopo i saluti istituzionali, Floriana Sciumbata, ricercatrice in linguistica italiana all’Università di Trieste, aprirà i lavori con una riflessione sul plain language (ossia il linguaggio chiaro e semplice) e sull’intelligenza artificiale.
Nel corso della giornata interverranno, tra gli altri, Lorenzo Carpanè, docente alla Libera Università di Bolzano e membro del gruppo di lavoro Iso sul plain language, Daniela Iozzo e Maria Teresa Ventura di PagoPa, che presenteranno il percorso dell’app Io verso una comunicazione più comprensibile, e Davide Rota, Content Leader Italia di Ikea, con un intervento sulla “democratizzazione della comprensione”.
Spazio anche al legal design con Lorenzo Zorzi e Niccolò Parini di Design Rights, alle parole utilizzate per raccontare le migrazioni con Giovanna Vaccaro e alla scrittura amministrativa a scuola con il linguista dell’Università di Salerno Claudio Nobili. A chiudere il programma del palco principale sarà Laura Lecci, content designer a Len, digital company di Enel, con un intervento sulla semplificazione del linguaggio nel settore dell’energia.
In parallelo, nella Sala Mandiaye N’Diaye, si terrà DiParola Salute, una sezione dedicata alla medicina narrativa e alla comunicazione chiara in ambito sanitario. Tra gli appuntamenti la presentazione dell’Osservatorio 2026 dell’Associazione Linguaggi Chiari Ets sulla comunicazione pubblica nella sanità, con un’analisi dei siti web sanitari e del loro utilizzo del plain language.
Si parlerà inoltre di comunicazione tra medici e pazienti oncologiche con il progetto ComuniCare, delle parole utilizzate per raccontare il cancro con l’avvocata e disability manager Valentina Lombardo Di Monte Iato e del rapporto tra semplicità, precisione e qualità dell’informazione sanitaria con la ricercatrice dell’Università di Genova Paola Pastorino. Elena Trentin, giornalista specializzata in medicina narrativa, affronterà invece il linguaggio della malattia, del fine vita e della morte. Chiuderà la mattinata Luca Stoppioni, linguista, con un intervento sull’approccio trauma-informed care applicato alla comunicazione nelle organizzazioni.
Il programma completo e i biglietti sono disponibili esclusivamente online sul sito del festival. È inoltre previsto un numero limitato di posti gratuiti per la conferenza del 3 ottobre riservati ai residenti nel comune di Ravenna, per i quali è possibile chiedere informazioni e prenotare scrivendo a info@diparolafest.it.
Un dettaglio del manifesto del festival 2026


