lunedì
12 Ottobre 2026
la protesta

Foto dei genitali del prof nelle chat, sciopero degli studenti al liceo Alighieri: «Vogliamo risposte dalla dirigente»

L’associazione Osa chiede l’allontanamento definitivo del docente, un tavolo permanente e l’introduzione di percorsi di educazione sessuo-affettiva

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Sciopero davanti al liceo classico Dante Alighieri di Ravenna per protestare contro la gestione della vicenda del professore che ha inviato immagini dei propri genitali nelle chat scolastiche condivise con gli studenti, anche minorenni. La mobilitazione è stata promossa dall’associazione studentesca Osa, che accusa la dirigenza di non aver dato risposte adeguate alle richieste degli alunni e chiede un confronto con la presidenza. Alcune decine di studenti sono rimasti fuori da scuola, dove sono comparsi striscioni di protesta e sono stati accesi fumogeni rossi.

La protesta arriva dopo il caso emerso a fine settembre. L’insegnante ha sostenuto pubblicamente che si sia trattato di un errore involontario. La vicenda ha suscitato la reazione di diverse famiglie e ha aperto interrogativi sulle conseguenze disciplinari e sugli eventuali profili giudiziari, ma non è stato possibile al momento raccogliere la versione della dirigente scolastica. Anche gli studenti lamentano una mancata trasparenza e l’impossibilità di dialogare con la preside, oltre a denunciare un tentativo di mettere a tacere chi ha subito o denunciato comportamenti inappropriati. Secondo Osa, anche dopo gli ultimi fatti la preside avrebbe rifiutato un confronto aperto con la comunità studentesca, limitandosi a brevi incontri nelle classi direttamente coinvolte. Osa sostiene che l’episodio si inserisca in un contesto più ampio di presunti abusi di potere e molestie che, secondo l’associazione, si sarebbero verificati nell’istituto nel corso degli anni (denunciati ma, a quanto pare, ignorati). Si tratta di accuse contenute nel comunicato studentesco, sulle quali – ancora una volta – non è stato possibile raccogliere la versione della dirigente, essendo «occupata in riunioni» (qui il nostro editoriale sui silenzi della preside).

Sono tre le richieste definite «non negoziabili» da Osa. La prima è l’allontanamento definitivo del docente da ogni attività didattica e di contatto con gli studenti, accompagnato da una presa di posizione pubblica della scuola sulla vicenda. La seconda è l’istituzione di un tavolo permanente paritetico tra dirigenza e rappresentanti degli studenti, con il compito di monitorare il clima scolastico e gestire le segnalazioni. La terza riguarda l’attivazione della carriera alias e l’introduzione di percorsi obbligatori di educazione sessuo-affettiva affidati a professionisti esterni.

Nel comunicato l’associazione allarga poi la protesta alle politiche scolastiche nazionali, contestando le riforme del ministro Giuseppe Valditara e denunciando una deriva che, secondo gli studenti, privilegerebbe obbedienza e repressione rispetto al confronto e al rispetto.

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