mercoledì
30 Settembre 2026
il caso

Il prof si difende: «Ero nudo in casa, volevo inviare i compiti. Ho fotografato i miei genitali per sbaglio»

Il docente al centro della bufera fornisce la sua versione ai due quotidiani locali, parlando di un errore

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«Un errore fatale, non mi sarebbe mai venuto in mente di fare un gesto del genere». È la versione del professore della scuola superiore di Ravenna finito nella bufera dopo aver inviato la fotografia dei suoi genitali nelle chat su Whatsapp e Classroom condivise con gli studenti di alcune classi.

Il docente sostiene che si sia trattato di una svista mentre stava preparando materiale didattico da inviare ai ragazzi. «Domenica pomeriggio ho deciso di inviare alcuni appunti ai miei studenti e ho iniziato a fotografare le pagine – racconta –. Ho allargato il campo della fotocamera perché le immagini fossero complete e, senza rendermene conto, ho ripreso anche parte dei miei organi sessuali».

Secondo il professore, era particolarmente caldo e si trovava nudo, come spesso gli capita in casa. «Non me ne sono assolutamente accorto – afferma –. Quando ho capito l’errore ho cancellato le immagini. La situazione sarebbe finita lì se non fosse diventata pubblica». La fotografia, però, era già stata visualizzata nelle chat e la vicenda ha iniziato a circolare tra gli studenti, per poi arrivare alle famiglie e alla scuola. «Non ho mai pensato di inviare una foto dei miei genitali ai miei studenti. Non sono pazzo. Amo il mio lavoro e i miei ragazzi e ho con loro un bellissimo rapporto». Il docente spiega di utilizzare abitualmente le chat per condividere appunti, suggerimenti di studio, libri e film. Dopo l’accaduto avrebbe voluto incontrare gli studenti per spiegare quanto successo e chiedere scusa, ma la scuola avrebbe preferito evitare il confronto.

La vicenda potrebbe ora avere conseguenze anche sul piano disciplinare e giudiziario. Il professore riferisce di essere a conoscenza della possibilità che siano state presentate denunce e dice di essere pronto a fornire la propria versione nelle sedi opportune. «Mi sembra di essere in un film, di quelli in cui tutto va bene e poi, all’improvviso, accade qualcosa e tutto cambia», racconta il docente, che parla di un episodio «tremendo» e «increscioso».

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