Porto Robur Costa, Bonitta tuttofare:«Squadra giovane, ma di qualità»

La Consar inizia la nona stagione in massima serie. In panchina il 56enne Bonitta, anche direttore sportivo e tecnico

Robur In Piazza

La presentazione in piazza

È tutto pronto per l’inizio della nona avventura consecutiva nella massima serie di pallavolo maschile del Porto Robur Costa, in questi anni diventato uno dei punti fissi di una Superlega che si preannuncia sempre più spettacolare. Le luci del Pala De André si accenderanno domenica 20 ottobre (alle 18 al Pala De André) per l’attesissimo esordio dei giallorossi, che se la vedranno con una delle big del torneo, la quotata Itas Trentino.

Come ormai è tradizione la squadra ravennate si presenta ai blocchi di partenza molto rinnovata: salutato il libero Goi, colonna portante della seconda linea dal 2013, sono approdati in Romagna tanti giovani, da Cavuto e Cortesia fino a Stefani e al bizantino doc (figlio d’arte) Recine, passando per gli stranieri Vernon-Evans, Grozdanov, Batak e Alonso. Tutti Under 22, come i confermati Marchini e Lavia, a cui si aggiungono gli esperti Saitta, Ter Horst, Kovacic e Bortolozzo, per una rosa che ha come età media 23 anni.

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La novità più importante, però, è rappresentata dal ritorno in panchina di Marco Bonitta, che tolti i panni di direttore generale si rimette la tuta di allenatore, rituffandosi sul campo.

Bonitta, cosa è successo questa estate?
«Dopo tre anni molto intensi il mio contratto era in scadenza e in più si sono verificate delle situazioni particolari. Sono davvero contento per l’esperienza da dirigente, durante la quale ho commesso anche qualche errore, ma che nel complesso ritengo in gran parte positiva».

Quali erano le situazioni particolari?
«Negli ultimi mesi si sono modificati degli equilibri all’interno della società, con la dirigenza che aveva bisogno di una figura che unisse sia il ruolo di allenatore, sia quello di direttore sportivo. Quando ho ricevuto la proposta, dopo che Graziosi ha chiuso il suo rapporto con il club, ho sentito che c’era qualcosa che stava tornando dentro di me. Era la voglia di scendere ancora in campo e a quel punto ho accettato».

Bonittaconsar

A destra Marco Bonitta, 56 anni, a sinistra Veniero Rosetti, presidente del Consar che sponsorizza il Porto Robur Costa. L’allenatore di Ravenna in carriera ha vinto due campionati italiani (97-98 e 98-99) e due Coppe Campioni (98-99, 99-00)?con la Foppapedretti Bergamo

Come è stato il ritorno in palestra?
«Sono molto contento e motivato, mi sto appassionando di nuovo a un lavoro, quello di allenatore, che è in continua evoluzione e che quindi necessita di continui aggiornamenti. È una cosa molto stimolante».

È soddisfatto della rosa a disposizione?
«Sì, tanto, anche se come si è visto in alcune amichevoli manca di un pizzico di esperienza. È normale che sia così, in quanto la maggior parte dei giocatori è di giovane età. In più dalla scorsa stagione sono rimasti solo Saitta, Marchini e Lavia, quest’ultimo per tutta l’estate in nazionale. I ragazzi sono arrivati a Ravenna alla spicciolata e quindi è ancora in corso quel processo di amalgama che si crea quando ci si allena tutti assieme. Noi però non ci lamentiamo e cerchiamo di fare le cose al meglio».

Che Consar vedremo in campo?
«Voglio una squadra che lotta dalla prima all’ultima giornata con il coltello tra i denti, contro qualsiasi avversario. Nella passata stagione alcune gare sono state disputate in modo troppo arrendevole e farò di tutto per evitare questo. Dovremo giocare sempre a testa alta e a viso aperto».

Qual è l’obiettivo principale?
«Partiamo con un profilo basso, senza porci traguardi a lungo termine. Dovremo pensare a una gara alla volta, cercando di esprimere la nostra miglior pallavolo. Per riuscirci sarà necessario eliminare, o anche solo nascondere, i nostri difetti di esperienza. Alla fine del girone di andata vedremo dove possiamo arrivare».

Vi aspetta un campionato molto intenso, con 24 gare nel breve spazio di cinque mesi. Rispetto all’anno scorso le squadre partecipanti sono calate da 14 a 13, ma le retrocessioni in A2 restano due. Come giudica questa Superlega?
«È un torneo che è cresciuto in modo ulteriore, grazie all’arrivo e al ritorno di alcuni fuoriclasse. Avremo subito un impatto duro, in quanto al debutto ce la vedremo in casa con Trento. Noi dovremo essere in grado di lottare contro qualsiasi avversario, con un atteggiamento che vedo già presente nel nostro Dna. Tutti i rivali per noi saranno uguali e non ci potremo mai permettere di mollare».

Che effetto le farà sedersi di nuovo in panchina al Pala De André?
«Penso che sarà una bella emozione. La gente di Ravenna ci sta già premiando, aderendo in modo importante alla nostra campagna abbonamenti. Abbiamo superato senza grandi difficoltà il muro delle mille tessere, a dimostrazione che nella nostra città c’è una base molto solida di amanti della pallavolo. Attorno a noi avverto un bel fermento e mi aspetto il solito pubblico appassionato, che speriamo di far divertire il più possibile».

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