Il Ghinea di Marina ha chiuso i battenti: il Comune ora vuole affittarlo per 12 anni

L’Amministrazione non ha soldi per i lavori e chiede ai privati
di farsene carico. Potrebbe diventare anche una struttura ricettiva

La nuova delibera per darlo in affitto con un contratto di sei anni (più sei anni) dovrebbe arrivare entro marzo, con l’auspicio naturalmente che un’attività riapra al più presto. Lo storico Ghinea è infatti al momento chiuso, essendo peraltro scaduto il precedente contratto di affitto.

Il locale di via Trieste, a Marina di Ravenna, è un bene di proprietà comunale che l’Amministrazione nel 2012 aveva addirittura messo in vendita con una base d’asta di 560mila euro, ma la gara era andata deserta e per evitare di dover applicare ribassi sul prezzo il Comune ha dunque ora deciso di proseguire con il contratto a scopo commerciale con alcune differenze rispetto al precedente. Se infatti in precedenza la manutenzione straordinaria era a carico del proprietario, ossia il Comune, che per ragioni anche di vincoli di bilancio – come ci ha spiegato l’assessora al Patrimonio Valentina Morigi – dà però precedenza alla manutenzione di beni utilizzati per scopi non di lucro, come le palestre o altri spazi pubblici, ora chi firmerà il contratto dovrà sobbarcarsi i costi dei lavori. Lavori che dovranno sicuramente riguardare il tetto, gli infissi e la manutenzione interna ma che potrebbero variare, e di molto, in base all’uso che si intende farne. Tra le destinazioni consentite infatti non c’è solo la ristorazione (gli attuali locali furono autorizzati nel 1975) ma anche la possibilità di farne un punto vendita e addirittura realizzare una struttura ricettiva.

L’immobile – che si sviluppa solo sul piano terra per circa 430 metri quadrati ed è privo di allacciamenti alla rete di distribuzione gas e alla fognatura pubblica – naturalmente è sottoposto a vari vincoli data la posizione in cui sorge, nella pineta a ridosso della piallassa e però non lontano dalla spiaggia, e le eventuali modifiche devono sottostare agli specifici regolamenti.

Per conoscere la base d’asta del canone annuo di partenza si dovrà attendere la delibera, ma di certo nel determinarla il Comune dovrà tener conto appunto anche dell’investimento non banale che dovrà sobbarcarsi chiunque subentri nel contratto. In questi anni il costo per l’affittuario è stato pari a 23.875 euro, Iva inclusa, all’anno.

Una curiosità, originariamente quello oggi noto come “Ghinea” era un fabbricato rurale denominato “Casa del Pastore” e facente parte del tenimento “Piomboni”.

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