102 – Non c’è due senza tre

Luca Longhi AdorazioneAl Museo d’Arte della città di Ravenna sono conservate due bellissime tavole dipinte da Luca Longhi raffiguranti l’Adorazione dei pastori e il Cristo morto sorretto dagli angeli fra San Bartolomeo e l’Abate di Classe, opere delicate e intense al centro delle quali è la figura di Cristo contemplato nel dolce mistero della nascita e in quello drammatico della morte.
In queste due tavole, provenienti dalle collezioni dei monaci camaldolesi, la critica ha voluto riconoscere quelle opere menzionate da Giorgio Vasari nelle Vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: «Maestro Luca de’ Longhi ravignano, uomo di natura buono, quieto e studioso, ha fatto nella sua patria Ravenna e per di fuori molte tavole a olio e ritratti di naturale bellissimi, e fra l’altre sono assai leggiadre due tavolette che egli fece fare non ha molto nella chiesa de’ monaci di Classi il reverendo don Antonio da Pisa, allora abate di quel monasterio».
Come è noto, per entrambe le opere esiste una copia su tela realizzata da Gioacchino Muzzarelli nella seconda metà del XVII secolo: esse sono visibili nella Sala Muratori della Biblioteca Classense, già sacrestia della Chiesa di San Romualdo, inserite all’interno di una imponente cornice lignea seicentesca che presenta al centro la monumentale opera di Francesco Zaganelli e bottega raffigurante la Resurrezione di Lazzaro.
Forse non tutti sanno che dell’Adorazione dei pastori esiste una terza copia conservata presso il Seminario Arcivescovile di Ravenna.

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