141 – Messaggeri celesti

141) MESSAGGERI CELESTIDurante il corso del V secolo e per tutto il VI si va componendo e precisando, all’interno della tradizione cristiana, l’iconografia degli angeli, luminose presenze, messaggeri celesti di lieti annunci. Se ancora nel IV secolo la loro rappresentazione sostanzialmente non mostrava particolari segni distintivi, come le ali o le aureole, e la loro riconoscibilità era affidata al contesto narrativo nel quale erano raffigurati, a partire dal V secolo, dunque tardivamente rispetto ad altri temi iconografici già in quell’epoca ampiamente codificati, inizia a formarsi quell’affascinante lessico figurativo che segnerà l’immagine angelica per tutte le epoche a venire. Nei monumenti ravennati di V e VI secolo si possono ammirare straordinarie raffigurazioni angeliche. Nel sarcofago Pignatta, posto nel Quadrarco di Braccioforte, in una particolare scena di Annunciazione, emerge maestoso l’angelo Gabriele. Più volte gli angeli compaiono nella Cattedra di Massimiano nel Museo arcivescovile, in scene sia dell’Antico sia del Nuovo Testamento, ed anche nel Dittico di Murano, preziosa copertura di evangeliario custodita nel Museo Nazionale, le figure angeliche si mostrano come presenza regale e di conforto. Angeli meravigliosi dai colori vibranti sono nei mosaici della Cappella arcivescovile e nelle Basiliche di Sant’Apollinare Nuovo, di Sant’Apollinare in Classe e di San Vitale, senza contare le iconografie perdute o mutile come ad esempio quelle di Sant’Agata o di San Michele in Africisco.

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