178 – Bugie per Dante

Tomba Di Dante IncisioneNel 1780 il Cardinale Luigi Valenti Gonzaga commissionò a Camillo Morigia il progetto della nuova tomba di Dante e, per l’occasione, volle aprire il sarcofago nel quale secondo la tradizione era stato sepolto il Poeta. L’urna, come gli accadimenti di nemmeno un secolo dopo confermarono, fu trovata vuota, ma nessuno ebbe l’ardire di dirlo chiaramente.
Camillo Spreti a commento di quella ricognizione settecentesca scrisse un resoconto quanto mai significativo che restituiva in modo assai efficace il clima di sospensione di giudizio in merito all’annosa questione: «Il genio grande del Cardinale Valenti Gonzaga legato della Romagna, dè letterati amantissimo determinossi di rinnovare sino dai fondamenti il succennato mausoleo di Dante, riducendolo a più nobile, ed elegante forma […]. In tale occasione volle l’E[minentissi]mo Valenti, che si aprisse il sarcofago in forma pubblica, presenti le autorità, per riconoscere l’autenticità di un tanto prezioso deposito: vi si rinvenne ciò ch’era necessario per non dubitarne, e alle memorie, ch’esso rinchiudeva, altre pure glie ne aggiunse, per far conoscere ai posteri l’indubitata verità, senza contrasto, che Ravenna soltanto gloriavasi di possedere le ceneri di un sì gran Poeta. Ciò accadde nel 1781, e di tutto ne fu fatto rogito».
«Vi si rinvenne ciò c’era necessario per non dubitarne»…, una frase quanto mai sibillina che allora lasciava intendere, alludendo e non confermando, che le spoglie mortali dell’Alighieri fossero nel sepolcro.

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