175 – Indagini preliminari per Dante

175) Dante Verifuca Sepolcro

BCRa, Fondo Manoscritti, Mob. 3.8.S., vol. III sezione IV

La scoperta delle ossa di Dante, avvenuta in modo fortuito il 27 maggio 1865, «aveva commosso di viva esultanza e di nobile orgoglio» la città di Ravenna.

Chiaramente, in seguito al ritrovamento si rendeva necessario avviare quelle imprescindibili ricerche volte a dare credito al rinvenimento, innanzitutto aprendo il sarcofago all’interno della tomba per verificare che fosse effettivamente vuoto.

Il 31 maggio si deliberò di ispezionare l’urna ed il 7 giugno si procedette alla verifica, non prima però di aver segretamente appurato, la notte che precedeva l’apertura ufficiale, che il sarcofago fosse vuoto.

Annoterà in merito Corrado Ricci: «In un punto del sepolcro tra il coperchio e la cassa [si] praticò un buco col trapano e con una canna si esplorò più volte il fondo dell’arca che risultò, com’è ovvio, vuota».
Dunque, si poteva procedere con la solenne e pubblica apertura che avvenne «al cospetto di speciali Rappresentanze, del intero Consiglio Comunale» e di quanti poterono avvicinarsi e constatato che lì non vi erano presenti ossa, se non piccoli frammenti, con giustificato entusiasmo Gioacchino Rasponi, Sindaco di Ravenna, annunciò in quel giorno di giugno l’importante notizia: «Concittadini! Oggi alle ore 10 e ¾ del mattino è stata pubblicamente aperta l’urna del Sepolcro di Dante, e non vi si è trovato che tre falangi di corpo umano, e alcune foglie secche di lauro. Questa è luminosa conferma che le Ossa nascoste dal Padre Santi sono veramente le Ossa del Divino Poeta».

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