184 – Ravenna pietosa e il cruccioso poeta

Ravenna Pietosa

Nel 1922 la Libreria Editrice Fiorentina dava alle stampe Ravenna Felix, un libro del sacerdote forlivese Tommaso Nediani. L’opera faceva parte della collana “Città e terre Mistiche” di cui era direttore lo scrittore e poeta danese Giovanni Joergensen. L’autore, nel rileggere l’antica storia di Ravenna, non poteva non soffermarsi su Dante, al quale dedicava l’ultimo capitolo della sua opera.

Inoltre, già nell’introduzione Nediani si soffermava sulla sua figura e sul suo profondo legame con la città: «Il Cantore dei tre regni, viene nel suo triste esiglio a battere alla porta dell’ospitalità Ravegnana.

E risponde aprendogli l’anima Guido Novello da Polenta. Entra il cruccioso poeta e qui spiana l’ardua fronte, alla serenità, se non al sorriso. La Ravenna mistica delle Basiliche gli appresta la pace arcana del suo San Francesco, e le ombrie fresche della sua Pineta, dove è il polline fecondo dell’arte vera e della grande poesia […]

Così le Basiliche Cristiane di Ravenna gli parlano de’ Santi e degli Eroi […]. E Ravenna pietosa sparse de’ suoi eletti balsami l’anima ferita, ne coronò di lauro la fronte gelida e gli apprestò la tomba presso la Chiesa di San Francesco, e la gloria nell’immortalità. Virtute et Honori. His non caedo malis! Ma è l’anima di Ravenna profondamente mistica che piacque e fu cara al Divino poeta e lo consolò nell’esiglio; ed è cara a quante anime oggi sognano una elevazione divina pur nella nostra condizione di mortali per questa selva selvaggia della vita». .

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