Il liscio di Mariani: prendere o lasciare?

Da quello che si legge sul web o nella cartella stampa qua dentro dovrebbe esserci del “punk da balera” o comunque del liscio arrangiato in maniera sperimentale. Così ti viene voglia di ascoltarlo, questo bizzarro (fin dalla copertina) nuovo progetto di Mirco Mariani, cantautore e polistrumentista originario di San Piero in Bagno che si è fatto apprezzare con i suoi Saluti da Saturno e che viene spesso citato per essere da tempo tra i collaboratori di Vinicio Capossela. Un progetto – ribattezzato Extraliscio  – che sulla carta sarebbe piaciuto pure a Vinicio, in effetti: rivisitare una tradizione distante anni luce dal mondo pop-rock come quella del liscio romagnolo, seppur già ampiamente sdoganata. Il problema è che più che a una rivisitazione, siamo di fronte a un omaggio (almeno in alcuni pezzi) fin troppo fedele. Tanto che se lo si ascolta distrattamente la domanda che potrebbe sorgere spontanea è: perché? Perché dare tutto questo spazio a Moreno il Biondo o a Mauro Ferrara, “La voce di Romagna Mia nel mondo” che, non so se mi spiego, è proprio quella voce di Romagna Mia? La risposta che mi sono dato è altrettanto semplice: perché Mariani si diverte come un pazzo. E ci prende pure anche un po’ in giro, probabilmente. Ma va bene, divertiamoci, e ascoltiamo queste “Canzoni da ballo” (come il nome del disco, uscito mesi fa per la bolognese Garrincha Dischi), che quando lo diventano meno, da ballare, crescono con gli ascolti e si fanno pure apprezzare. Perché il talento di Mariani (e degli ottimi musicisti che suonano nel disco) è intatto, e lo si nota a più riprese, qua e là lungo la scaletta. Tanto che l’altra banale considerazione da fare, forse, è: peccato. Peccato che non ce ne siano meno, di canzoni da ballo, e più invece come “A modo mio”, “La luna nel pozzo” o “Alla fermata”. Ma in quel caso non sarebbe nato Extraliscio. Prendere o lasciare.

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