Gli str*nzi di Niven, romanzo adrenalinico, da non perdere

Lista Degli StrronziCosa potrebbe succedere negli Stati Uniti se, fra sei anni, Ivanka Trump diventasse la prima presidente donna? Questo mentre il padre resta il “faro” di un popolo sempre più conservatore, xenofobo, dove armarsi è un diritto senza freni, come neppure negli anni della Frontiera; e dove, va da sé, abortire è illegale?
Sono i punti di partenza di La lista degli str*nzi (Einaudi, traduzione di Marco Rossari), nuovo romanzo di John Niven.

E in quella situazione, nell’anno 2026, il protagonista, Frank Brill, ex direttore di giornale con una vita molto scombinata, scopre di avere un cancro; secondo i medici ha al massimo sei mesi di vita. Frank pensa di aver solo un modo per chiudere la propria esistenza: eliminare, ammazzare proprio, le cinque persone che fanno parte della lista del titolo. Gli uomini che hanno rovinato l’esistenza a lui e all’America. E in cima all’elenco c’è lui appunto: Trump.

John Niven utilizza i ritmi e le cadenze del thriller per leggere il presente e segnalare i rischi che si corrono lasciando che le cose vadano avanti sui binari di oggi.
È la cifra di quasi ogni suo romanzo: il fantastico come chiave di interpretazione dei mali contemporanei. Lo aveva fatto con A volte ritorno – il suo romanzo più famoso – che racconta di come Dio, al ritorno da una vacanza che per il mondo è durata secoli, si accorge dello stato in cui versa l’umanità e decide di mandare giù a sistemare le cose, per la seconda volta, JC: Gesù Cristo. In versione pop rock, con chitarra e voce “celestiale”; accompagnato da apostoli raccolti nei rifugi per senza tetto di New York. Dio infatti non ascolta chi gli consiglia di mandare un secondo diluvio e ripartire, dopo, da capo.

La lista degli str*nzi travolge e addolora; la tensione non cala mai, grazie a colpi di scena calibrati con cura e abilità. E si fa il tifo per Frank Brill che ha, oggettivamente, ragione da vendere. Anche se prima di scoprire la malattia non si è comportato da educanda neppure lui. Certo: farsi giustizia da sé non è l’insegnamento migliore, ma l’amarezza di questo scrittore scozzese è stemperata dalla scrittura, spesso rude, scorretta ed esplicita, ma in grado di creare empatia.
Niven svela le ipocrisie, i buonismi, le pacche sulle spalle; così propone un antagonista altrettanto reale, il lurido e grasso poliziotto in pensione Bob “Chops” Birner (il soprannome, “Costolette”, deriva dalla quantità di cose che riesce a ingurgitare).
Che per il lettore diventa “il nemico”, perché riesce a seguire le tracce di Brill. Un romanzo tosto, bello, adrenalinico.

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