La paura dei profughi e gli errori in buona fede

“Dopo la miseria portano le malattie”, è il titolo da querela e da conseguente chiusura del giornale (secondo il mio modesto parere) dell’edizione di mercoledì 6 settembre di – neanche a dirlo – Libero (ma anche quello de Il Tempo) – con chiaro riferimento alla bambina di 4 anni morta di malaria. Un titolo falso e che incita volutamente «alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali», violando la legge italiana (per fortuna).

Nello stesso sfortunatissimo giorno, il quotidiano più letto della città di Ravenna titolava in prima pagina “In arrivo 370 profughi. Ecco dove saranno ospitati” e poi ancora “Altri 370 richiedenti asilo”. Sarebbe stata una notizia, eccome. Il problema è che non è vero. I 370 profughi del titolo in realtà non sono “altri” e non sono “in arrivo”, sono quelli storici (che poi in realtà sono pure una ventina in meno), sono i posti disponibili nel territorio comunale di Ravenna da anni, ma che semplicemente – come già annunciato fin dalla campagna elettorale – passano a essere “gestiti” dalla prefettura, come sempre accaduto, al Comune.

Sul quotidiano più letto della città di Ravenna si legge invece che «sono 370 in totale i nuovi arrivi» e anche che «l’area che si prepara ad accogliere più migranti è la città». Con tanto di numeri belli grandi su una foto di migranti su un barcone con il titolo “I numeri dei nuovi ospiti”. Tutto lecito, fosse vero.
E sia chiaro: non si tratta certo di un caso paragonabile a Libero, ci mancherebbe. Là c’è la mala fede, qui non c’è dubbio che sia stato solo un infortunio della giornalista in buona fede. Infortuni in cui tutti noi possiamo incappare. Per fortuna che non faccio il giornalista, perché altrimenti mi verrebbe l’ansia: un mio errore in buona fede potrebbe far scatenare la rabbia della gente? Sul serio? Perché per esempio, su Facebook, sotto la prima pagina del quotidiano più letto della città di Ravenna di cui sopra, i commenti sono del tipo (cito testualmente):  «E vai! Altre 370 risorse del PD da sfamare e bighellonare in giro per la città!». Quindi no, non vorrei mai fare il giornalista in vita mia per non rischiare mai di fare errori del genere. Che poi non ci dormirei la notte. Che in fondo io sono uno sensibile.