venerdì
22 Maggio 2026
DEPORTIBUS

Riforma porti, Benevolo: «Snellire burocrazia e aumentare sicurezza»

Il presidente dell'Autorità portuale di Ravenna al primo confronto pubblico col viceministro Rixi sulla legge che vuole accentrare la gestione degli scali marittimi nazionali

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«Vorremmo chiudere la riforma dei porti entro la fine dell’anno; ce la faremo». Dal palco di Deportibus, il festival dei porti in corso fino a domani a Ravenna, il viceministro alle infrastrutture e trasporti Edoardo Rixi si è detto ottimista sull’approvazione della legge che vorrebbe cambiare radicalmente la gestione dei porti italiani. Compreso ovviamente quello bizantino, per cui la riforma – che dovrebbe approdare nei prossimi giorni alla Camera dei deputati – rappresenta una delle tante trasformazioni che ne determineranno l’assetto futuro. Di queste si è parlato a lungo nel corso dei vari panel organizzati al festival, che ieri hanno toccato temi di interesse locale come il parco eolico offshore, il rigassificatore e i traffici di terre rare.

La riforma dei porti è stata al centro della tavola rotonda organizzata oggi pomeriggio con Rixi, autore e promotore del testo. Si è trattato della prima occasione di confronto pubblico tra il viceministro e i presidenti delle Autorità portuali italiane sul riordino della materia. Il testo è stato licenziato lo scorso dicembre dal consiglio dei ministri e prevede di creare la società “Porti d’Italia spa”, a cui verrebbero centralizzate tutte le competenze per la gestione dei porti di rilevanza nazionale. Alle Ap rimarrebbe la responsabilità solo sugli approdi di rilevanza locale. La stesura iniziale del testo parlava di un capitale di 500 milioni di euro, di cui circa la metà avrebbero potuto essere sottratti dai bilanci delle Autorità portuali. Queste indiscrezioni avevano generato tensioni tra i presidenti delle Ap, i quali temevano di vedersi sottrarre economie dai propri bilanci. Ma nell’ultima versione del testo la dotazione è stata ridotta a 10 milioni.

La riforma resta comunque oggetto di dibattito sugli aspetti che riguardano il passaggio di competenze tra le Ap e la Porti d’Italia. Tra gli addetti ai lavori il timore è che accentrare la gestione dei porti in una nuova maxi-authority non sarebbe una semplificazione, bensì una complicazione. Una tesi respinta da Rixi: «Un risultato lo abbiamo già ottenuto, perché nessuno pensava che arrivassimo alla calendarizzazione della legge, visto che questo è un Paese che soffre i cambiamenti», ha detto stamattina all’Almagià. «Dopo quattro anni che si parla di un’ipotetica riforma, penso che tutti abbiano più o meno le idee chiare su quello che vorrebbero e non vorrebbero nella riforma. Io sono pronto a collaborare con tutti».

Nel giro pomeridiano degli interventi dei presidenti delle Ap, sollecitati sulla riforma, il presidente dell’Autorità portuale dell’Adriatico centro-settentrionale Francesco Benevolo ha detto che «il governo ha avviato un discorso importante e mi auguro che ci sarà un dibattito serio sulla riforma». Tra le priorità da affrontare, Benevolo ha sottolineato quella di «diminuire la burocrazia per rendere più agevole il lavoro delle Ap. Per esempio i Piani regolatori devono poter essere approvati con più dinamicità, in linea con l’evoluzione tecnologica delle navi che cambia ogni anno». Un altro tema sollevato da Benevolo riguarda il ruolo dei presidenti delle Autorità portuali: «Andrebbe fatta più chiarezza normativa, perché una sentenza del Consiglio di Stato ha affermato che si tratta di una carica onorifica, ma abbiamo una grande responsabilità legale nella manutenzione ordinaria e straordinaria». Inoltre, ha concluso, «andrebbe esplicitato se si tratta di una nomina politica o meno».

Il presidente dell’Ap ravennate si è dichiarato soddisfatto per «l’apertura dimostrata dal viceministro Rixi su questi temi» e «fiducioso che sarà fatto un serio lavoro di approfondimento, mi auguro con la partecipazione delle Autorità portuali che sono le dirette interessate e possono portare la loro esperienza sul campo per affinare la riforma». Nel corso del suo intervento, Benevolo ha anche sottolineato gli sforzi messi in campo dall’Autorità portuale per migliorare la sicurezza dei lavoratori e delle infrastrutture, oltre che quella informatica. «Abbiamo subìto attacchi da cui siamo usciti indenni perché abbiamo un sistema di difesa evoluto – ha detto – ma la cybersicurezza dei porti è un tema importante che meriterebbe una regia nazionale da part del ministero».

Nella giornata di ieri sono stati toccati vari temi di interesse locale per il porto di Ravenna. Nel corso del confronto tra il presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale e quello della Liguria Marco Bucci, il governatore della nostra regione ha annunciato l’obiettivo di rendere il porto di Ravenna un hub per i traffici delle terre rare. Inoltre, ha aggiunto, «vogliamo potenziare i collegamenti su ferro del porto di Ravenna e spostare i trasferimenti delle merci dalla gomma. Per ottenere questo obiettivo bisogna lavorare in maniera integrata: oggi nel porto di Ravenna ci sono 900 ettari di aree logistiche pronte a essere attivate». Infine De Pascale ha criticato le lungaggini sulla realizzazione del parco eolico offshore Agnes: secondo lui il ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin «ci sta prendendo un pochino in giro».

Nella mattinata di oggi, il “Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna” ha organizzato un presidio fuori dall’Almagià per chiedere maggiore chiarezza e restrizioni sui transiti di armamenti diretti a paesi in conflitto.

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