Ho letto da qualche parte, nelle scorse settimane, che “la raccolta differenziata ha raggiunto l’82%, un risultato che colloca Ravenna al secondo posto in Italia tra i comuni con oltre 100mila abitanti, con 574 chilogrammi di ri uti differenziati per abitante”. Ci pensavo con un certo orgoglio l’altro giorno, quando facendo aperitivo in un bar di un quartiere a ridosso del centro, ci è passato davanti un ratto, poco dopo mezzogiorno. Sono usciti i titolari del bar con stracci e scopa, pronti per cacciarlo. Chissà se anche loro sono orgogliosi del nostro nuovo sistema di raccolta differenziata, con i bidoncini ordinati davanti alle nostre case, i rifiuti sui marciapiedi fuori dai cassonetti e nuovi animali selvatici in giro per una città che è oggettivamente molto più sporca rispetto a quando si differenziava meno.
Ecco allora alcune proposte per migliorare la situazione:
– smettere di pagare la tariffa rifiuti, tutti insieme, uniti, rivoluzionari, come i prof della scuola media di Russi;
– impedire alla gente di cambiare così spesso mobili e sanitari, con una tassa sull’Ikea;
– assumere più spazzini o pagare straordinari altissimi a quelli che stanno lavorando ora, quasi come se fossimo in un paese in forte espansione;
– iniziare a bruciare i ri uti che troviamo per strada, che non sarà poi così tanto peggio dell’odore di borlanda.
– Oppure, seriamente, basterebbe smetterla con questa storia dei bidoncini, allestire un’area cassonetti in ogni quartiere, quei mitici “cassonetti intelligenti” che siano in grado di riconoscere chi conferisce e premiarlo in qualche modo se conferisce bene e per quanto conferisce. Da qualche parte ci hanno pure provato…

Una foto postata sui social in questi giorni: rifiuti in via Odoacre a Ravenna

