domenica
08 Novembre 2026
Teatro

Danilo Giuva, Ermelinda Nasuto, Compagnia Licia Lanera – “Con la carabina”

dal 10 al 11 novembre 2026
Teatro Rasi, Ravenna

Saranno due le serate che danno spazio al testo di Pauline Peyrade

Descrizione fornita dagli organizzatori

Dal 2006 a oggi, Lanera ha affiancato alla ricerca sulla scena il lavoro necessario a renderla possibile: riunire un gruppo, produrre spettacoli, costruire collaborazioni e portare le opere in tournée. Il capocomicato diventa così una pratica che tiene insieme scelte artistiche e organizzative, autonomia e responsabilità, nella convinzione che una compagnia non coincida soltanto con i titoli che produce, ma anche con le persone e le relazioni che ne sostengono il percorso.

Tre Premi Ubu segnano altrettante dimensioni del lavoro di Lanera: l’interpretazione, con il riconoscimento come migliore attrice under 35 nel 2014; la regia, premiata nel 2022 per Con la carabina; l’adattamento di testo non originale, con il premio del 2025 per Altri Libertini. A questi si affianca l’Ubu assegnato nel 2022 al testo di Pauline Peyrade, portato in scena dalla Compagnia, come miglior nuovo testo straniero. Riconoscimenti che restituiscono la pluralità di un percorso sviluppato attraverso il lavoro d’attrice, la direzione degli interpreti e il confronto con scritture diverse.

Danilo Giuva, Ermelinda Nasuto, Compagnia Licia Lanera
Con la carabina
Martedì 10 e mercoledì 11 novembre 2026 – ore 21
Ridotto del Teatro Rasi – Ravenna

Un corpo ferito, un corpo desiderante, un corpo che invecchia. I tre spettacoli a Ravenna di Licia Lanera attraversano condizioni diverse dell’esistenza, unite da una domanda sulla possibilità di raccontarsi senza protezioni. Nel suo teatro la parola passa attraverso la presenza fisica degli interpreti, può farsi aggressione, confessione, ironia, tentativo di contatto. La scena accoglie ciò che mette a disagio, avvicina lo spettatore alle contraddizioni dei personaggi e lo coinvolge nella ricerca di un senso. Con la carabina, Altri libertini e James compongono così un percorso tra violenza, libertà e memoria, nel quale le vicende rappresentate incontrano continuamente la vita di chi le porta sul palco.

In Con la carabina, dal testo di Pauline Peyrade, una donna torna sulla violenza subita a undici anni, quando un tribunale l’aveva riconosciuta consenziente allo stupro. Divenuta adulta, decide di farsi giustizia da sola. Il racconto oscilla fra il luna park dell’adolescenza e la casa del presente, ripercorrendo un trauma che non ha smesso di agire. Danilo Giuva ed Ermelinda Nasuto attraversano età e ruoli, evocando la storia con la parola e pochi elementi. Le luci, manovrate dagli interpreti, cambiano lo spazio come in un set fotografico e disturbano la visione ravvicinata del pubblico. Lanera costruisce un ambiente claustrofobico, dove il gioco può precipitare nell’orrore. L’inversione tra chi infligge e chi subisce violenza interroga la giustizia, la vendetta e i meccanismi culturali che rendono possibile l’abuso, senza offrire allo spettatore una posizione comoda dalla quale giudicare.

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