Identikit del pubblico: tra l’amatore e il sepolcro imbiancato

Pubblico Teatro

C’è una componente fondamentale degli spettacoli musicali che non viene mai considerata. Il pubblico. Senza, è evidente, non ha senso mettere in scena nulla, tuttavia quando si pensa a pianificare una stagione intera o un singolo evento, chi deve ascoltare raramente è nei pensieri di chi organizza.
Vi sono, però, segnali allarmanti. I teatri sono sempre più vuoti. La colpa non è (solamente) da ricercarsi nella mancanza di educazione musicale dell’eterogeneo popolo italiano, ma nella composizione stessa del pubblico.
Oggidì si possono classificare tre diverse categorie di spettatori:
1) l’amatore. Questo è il tipo di spettatore che chiunque vorrebbe avere perché viene per ascoltare musica dal vivo, per il solo piacere di godere di quel preciso evento, in quel determinato istante. Non importa che sia egli stesso uno strimpellatore amatoriale o un semplice ascoltatore, se il Sole fosse il pubblico perfetto, questo astante si troverebbe al perielio.
2) il musicista/lo studente di musica. Cliente ostico per tutti gli esecutori. Sempre pronto a criticare la tecnica, l’intonazione, il fraseggio, l’idea musicale e chi più ne ha più ne metta. Molto spesso si nasconde dietro osservazioni sciape e banali (se musicista poco più che dilettante) o si mostra deluso dall’interpretazione non in linea con i propri ideali (se studente). Sempre pronto, invece, a osannare la celebrità di turno anche se proprio è evidente che essa sia in serata no.
3) i sepolcri imbiancati. Questi costituiscono una parte importante, purtroppo, della fauna che popola le platee. Si possono dividere in due gruppi che spesso si intersecano. Il primo è quello dei presenzialisti, che vanno a teatro per far sfoggio di sé, in barba all’arte che lì si celebra. Il secondo, invece, è composto da coloro che a teatro guardano le palpebre dall’interno: che sia una matinée, una pomeridiana o una serale, essi troveranno comunque il modo di riposare gli occhi.

Chi ha mai avuto il piacere di partecipare a qualche rappresentazione per le scuole avrà notato che tra i ragazzi non vi è traccia di queste tre categorie. Essi sono stupore in forma umana, catturati come il ferro dal magnete del palco. Vi è in loro una sete che solo la musica può spegnere. Dunque lasciate che i pargoli vengano a teatro!

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