Il futuro del mattone è nei progetti di sostenibilità e recupero urbano

Parola di Fabrizio Savorani del gruppo Scor di Ravenna, che in questi mesi ha visto aprire due cantieri di ristrutturazione di qualità, in centro storico e in Darsena di città

Fabrizio Savorani (foto G.biserni)

Foto di g.biserni

In questi ultimi mesi, dopo anni di cieli sgombri, sono spuntate di nuovo le gru, si allestiscono molteplici cantieri, grazie agli straordinari incentivi fiscali sulla casa, alle nuovi leggi urbanistiche che spingono al recupero edilizio e alla rigenerazione urbana di edifici vecchi e aree di- smesse. Che ricadute hanno queste novità sul settore immobiliare e sul comparto delle costruzioni? Ne parliamo con Fabrizio Savorani, titolare, col fratello Giordano, del gruppo Scor, storica agenzia di consulenza e intermediazione immobiliare di Ravenna, e anche membro del- l’ufficio studi di Fimaa Italia.

«Il settore immobiliare dal 2012 in poi ha vissuto momenti difficilissimi – risponde Savorani – e ricordo che in quei tempi di crisi riflettevo che i governi se volevano rilanciare l’economia dovevano incentivare il settore delle casa con agevolazioni fiscali, premiando nuovi modi di costruire e di abitare. Perché già allora i consumi energetici cominciavano ad essere “pesanti” per la gestione domestica ed esigevano una gestione più oculata del nostro territorio. Come Scor lo pensavamo in anni non sospetti che era necessaria una svolta verso la sostenibilità ambientale, e rispondere a una domanda di abitazioni sempre più vicine a quella sensibilità. Ora siamo arrivati dopo la pandemia ad una grande fase di cambiamento. Prima se ne è accorto il mondo dell’auto, adesso anche quello della casa. Stiamo passando da una vecchia concezione del costruire a metodi finalmente innovativi, grazie anche alla spinta dell’Europa per l’abbattimento dei costi energetici, quindi abbiamo un gran bisogno di edifici molto meno energivori di prima, e forse più comodi e spaziosi».

Poi è arrivato, il Covid, i lockdown…

«Certo che il confinamento in casa dovuto al Covid, ha fatto scoprire a tanti che le loro case erano poco più di dormitori piuttosto che spazi dove vivere pienamente. Così è aumentata notevolmente la richiesta di case più grandi, con spazi aperti o magari un giardino, più ariose e luminose, dove abitare confortevolmente tutto il giorno, e anche lavorare. È stato un riflesso psicologico profondo che ha rimesso in moto il mercato delle compravendite, con notevole interesse anche per le seconde case, in zone turistiche di mare o comunque in zone circondate dal verde. Poi ovviamente c’è stato lo slancio determinato dai vari bonus e superbonus, in particolare per i vantaggi finanziari quasi immediati, che hanno sbloccato molti risparmi verso l’investimento nel mattone. Dopo anni di buio il mercato immobiliare ha ricominciato a vedere un po’ di luce, e a rimettere in moto una buona fetta dell’economia italiana e locale, dai trasporti all’industria dei materiali, dai professionisti del progetto agli artigiani, fino a noi consulenti della compravendita».

Quali potrebbero essere in questa fase di profondi cambiamenti le nuove prospettive del mercato?

«Credo il grande patrimonio dei centri storici delle città italiane, ricche di arte e cultura, come la nostra Ravenna d’altra parte, anche in funzione turistica. E a proposito di turismo, sarà in crescita una nuova tipologia di viaggiatori di “prossimità”, nazionali o continentali europei, fra questi gli anziani sempre più interessati al “senior housing”, case per la terza età dotate di eccellenti servizi di ospitalità, richieste nelle città d’arte e nelle località di mare con spiagge attrezzate. E in questo, ad esempio, la costa romagnola si presta moltissimo, per questo genere di turismo, dove si potrebbero recuperare le strutture ancora in piedi delle vecchie colonie. Come anche avviare la trasformazione di vecchi alberghi in “condhotel”, costituiti da appartamenti, su cui si è impegnata la Regione a favorire la realizzazione sul piano normativo».

A proposito di recuperi e rigenerazione urbana col vostro marchio Scor state promuovendo due cantieri appena partiti a Ravenna…

«Anche qui la Regione ha visto lontano varando una legge urbanistica che punta alla conversione e riqualificazione del tessuto urbano preesistente. Come gruppo Scor siamo coinvolti in due progetti in via di realizzazione, uno in pieno centro storico, l’altro in Darsena di città, la cui progettazione architettonica di notevole pregio e funzionalità è firmata dall’architetto Emilio Rambelli di Nuovostudio di Ravenna, con la direzione lavori e delle finiture o arredi d’interni di altri qualificati professionisti del settore».

Partiamo dal quartiere sull’acqua che con le sue grandi aree potrebbe rappresentare il futuro della “nuova” Ravenna

«L’operazione in Darsena, che prevede la rigenera zio ne dell’area di un vecchio capannone artigianale affacciato all’inizio di via Trieste, ha avuto un successo straordinario, soprattutto con il coinvolgimento di giovani coppie che hanno deciso, ancora prima “sulla carta” di fare il loro investimento in una delle 10 innovative unità abitative che stiamo andando a realizzare, tutte costruite con il massimo confort, privacy e risparmio energetico, peraltro a prezzo contenuto rispetto alla qualità strutturale e delle finiture».

Poi avete deciso di partecipare alla ristrutturazione di un vecchio comparto edilizio del centro storico, in via San Vittore…

Rigenerazione S.Vittore Esterno

Rigenerazione S.Vittore esterno

«Il centro di Ravenna è una zona molto ambita sul piano immobiliare, nel nostro caso siamo a ridosso delle mura storiche e a pochi passi da San Vitale, una zona tranquilla senza traffico se non quello dei residenti. Anche in questo caso, la conversione di immobili obsoleti in nuove unità residenziali di varie metrature, prevede un intervento costruttivo e architettonico di notevole qualità e versatilità. Nell’area cortilizia verrà realizzato un parcheggio per i residenti e una decina di stabili fra ville e appartamenti con le caratteristiche oggi più richieste: grandi terrazzi, spazi ampi e luminosi, domotica, personalizzazione degli arredi a richiesta, posti auto e cantine e, soprattutto, prestazioni energetiche ai verti ci della scala, fra A3 e A4».

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