Come ti sistemo (e sposto) la Stazione

La visionaria – eppure ragionata – pianificazione urbana proposta dall’architetto Daniele Vistoli

Nel corso del lungo e ampio dibattito sulla riqualificazione della Darsena di Città si è tornato a parlare di Nuova Stazione Farini. Architetto Vistoli, visto che ha lanciato 12 grandi progetti come ambiziosi sfide per la Ravenna da qui al 2030 cosa ne pensa dell’ingombrante tema della stazione ferroviaria?
«La prima linea ferroviaria a Ravenna  è datata 1863. Lo scopo era valorizzare la portualità italiana  più a nord, in quanto il Veneto sarà Austro-Ungarico fino al 1866, col trattato di Vienna. Ciò spiega il motivo della sua collocazione in uno spazio così ristretto fra la Darsena ed il Centro;  ne evidenzia oggi più che mai il limite allo sviluppo, la necessità primaria e assoluta, di non ripetere questo errore in futuro se. L’opportunità Stazione  va trattata quindi come un tutt’uno con il porto e  bisogna ragionare complessivamente del sistema intermodale acqua-aria-ferro-gomma. Per prima cosa occore pensare con modalità rivolte al 2030 – 2050 e non al secolo scorso: Ravenna come Amburgo diverranno smart cities, sensibili al protocollo di Kyoto, fortemente ostative nei confronti del traffico veicolare privato su gomma nel centro urbano e di fatto lo elimineranno a favore di mezzi pubblici leggieri elettrici su rotaie o cable way; la mobilità privata sarà per vie periurbane, si chiuderanno molti varchi carrabili verso il centro storico, lasciando i restanti in particolare ai mezzi di soccorso.

Piante e rendering del progetto urbanistico di Daniele Vistoli per lo spostamento funzionale della stazione ferroviaria a ovest della città. Con la soluzione “controcorrente” di ampliare il waterfront della Darsena verso il centrocittà, proprio nell’area dell’attuale stazione

Le lunghe percorrenze verranno fatte in aereo, treno o nave, quelle medio-brevi con veicoli elettrici/a idrogeno privati; inoltre sempre più bike, car, van sharing, robot a pilotaggio remoto APR. Per la linea ferroviaria ci saranno esigenze quantitative legate ai lunghi percorsi, ad esempio rampe di carico; ce ne saranno relative alle merci del centro storico, ad esempio la piattaforma logistica dell’area periurbana, con necessità di spazi sempre più ampi in futuro.
Ci saranno  esigenze qualitative e di lavoro per i  passeggeri, che vorranno  arrivare in treno nel cuore della città d’ arte, perchè negli anni la Stazione si è storicizzata, diventando i luogo dell’immaginario collettivo,  identificativo urbano. Tentativi fatti altrove, anche di solo modesto allontanamento della Stazione Centrale, hanno portato a cocenti delusioni e rapide retromarce. Va risolta la pericolosità ed il rumore dei treni che transitano  dalle zone urbane di via Quarto e via Dei Poggi. Per consentire poi nuovi investimenti, disponibilità di vagoni, orari,  occorrerà moltiplicare il numero delle merci, dei passeggeri, con nuove idee attrattive complessive di sviluppo della città, diversamente sarà solo un esercizio di stile».

Lei ha presentato pubblicamente qualche tempo fa un progetto di nuova Stazione alla città, ce ne vuole chiarire esattamente i termini, visto l’interesse  strategico della questione.
«La vision che si può dare con le modeste risorse economiche in campo, è fare il massimo che serve per mettere in rete tutto ciò che si ha o è previsto e portarlo a sistema, disinquinare nei limiti del protocollo di Kyoto e lavorare a un’ ipotesi di elevata sostenibilità, autosufficienza energetica da fonti rinnovabili. Occorre valorizzare l’ attuale Stazione “Farini” come Terminal Metropolitano di qualità, con un nuovo duplice edificio ponte e avviare la bonifica della Darsena, con vasche di tracimazione di acqua marina provenienti dalle condotte ENI a 24/48 pollici.
La destinazione degli edifici va vista con funzioni miste pubbliche e private, per consentirne un ritorno economico. Per il passaggio a livello di via Canale Molinetto viene previsto un  sottopasso da P.zza delle Blacherne, che è già a  -1m  da quota binari, a Viale Santi Baldini. Previo consenso e rispetto delle idee delle proprietà interessate, occorre realizzare però un Terminal ferroviario integrativo a quello di piazza Farini, con una piattaforma logistica che serva il centro urbano, all’interno degli indirizzi di city logistic, last mile, all’ occorrenza espandibile in futuro all’ infinito e dotarla di rampe di carico per i grandi numeri delle lunghe percorrenze, in zona viale Allende, CinemaCity.
L’area retrostante il Cinema City è il crocevia baricentrico della viabilità sovraordinata da e per Rimini, Cesena, Forlì, Bologna, Ferrara, Venezia, Porto, Mare, oltre a Centro, Aeroporto, Autostrada, Pronto Soccorso, Vigili del Fuoco, Iperbarico, Pubblica Assistenza. Piattaforma che attivi inoltre il sistema integrato e coordinato nell’orario, ferro-gomma-bus e promuova il bike, car, van sharing, APR. Inoltre base di partenza della Ciclovia Adriatica n°6, della G.I. Grande Ippovia dell’ E.R. e della Stazione fluviale di città, usufruendo del  canale Cupa-Magni-Baiona. Occorre collegare l’area con il Centro Iperbarico, con il ponte “fantasma” alle spalle di Fornace Zarattini, le piste pedociclabili di città nonchè la cintura verde. Occorre frapporre alle abitazioni lungo la linea ferroviaria zona via Quarto e via Dei Poggi, delle barriere acustiche di alta qualità architettonica, con funzione tecnica e promozionale, attraverso le loro texture. Non risolverle entrambe contestualmente sarebbe impensabile e provocherebbe notevoli tensioni in città».

E come intenderebbe risolvere la necessità infrastrutturale di un bypass e la sicurezza della linea ferroviaria? Qual potrebbe essere il costo complessivo di un progetto del genere e con quali investimenti vista la difficile situazione economica?
Il progetto conferma il Piano Regionale Integrato dei Trasporti 2020, che prevede l’interscambio ferroviario merci  da e per il Sud con la linea Rimini-Faenza-Russi, la linea Rimini-Ravenna viene utilizzata per lo sviluppo del Treno Rapido Costiero TRC. L’interscambio ferroviario merci da e per il Nord-Ovest è previsto dalla linea Bologna Ravenna e Ravenna Ferrara, con preferenza per quest’ultima. Lo scalo merci della Baiona rilevato come debole, farragginoso, viene razionalizzato, dedicato  e soprattutto implementato con nuovi fasci di binari. Viene realizzata la contrazione della linea di collegamento dei due Terminal ferroviari merci in dx e sx Canale Candiano, con un bypass (raccordo di una linea/strada che ne escluda un tratto) per Ravenna, che toglie il passaggio dal centro urbano e dalla stazione passeggeri.
Il Piano Strutturale Comunale RA 2007, che condividiamo, alla tavola 13, indica il posizionamento del sopracitato raccordo ferroviario, con attraversamento del Canale Candiano a fianco dell’attuale ponte mobile, in  modalità  epigea (sopraterra). Il progetto poi, trova un’alternativa alle merci che transitano tutte in prossimità di via Quarto, ivi comprese quelle pericolose; almeno per queste ultime, è parso opportuno deviarle sulla linea RA-FE senza passare per alcuna Stazione o centro abitato. Il progetto fornisce il secondo accesso al Porto, ponendolo in linea di sicurezza, al pari dei principali competitors europei.
L’opera azzera oltre dieci ettari di consumo del territorio e relativo inquinamento dell’ aria, per linea ferro-gomma, previsti dal PSC e li riconsegna alle attività agricole. Il costo complessivo dell’opera è inferiore ai 50 milioni di euro, ampiamente compensati dai proventi di cessione dei diritti edificatori, che pur conteggiati in misura ridotta del 50% rispetto a quanto previsto istituzionalmente, danno un saldo contabile pari a ZERO. Per favorire l’appeal necessario agli investitori, ipotizziamo di realizzare un Museo della Scienza e della Tecnica Motoristica, prossimo al Terminal di viale  Allende, con l’ intento di impennare lo sviluppo  del traffico ferroviario direzione Ravenna. Il modello è rappresentato da Speyer & Sinsheim, due milioni di visitatori/anno in Germania, non  certo meno  prevedibili in Italia. Sono già avviati i contatti e ricordiamo che Speyer (Spira) è città gemellata con Ravenna ed in grado di dare un prezioso contributo.