Se avete dimestichezza con la Formula 1 saprete che i piloti guidano le vetture su una traiettoria ben precisa del circuito per evitare lo sporco, cioè la porzione di asfalto dove si accumulano residui di pneumatici e altri detriti che rovinerebbero le gomme. Le monoposto, quindi, si muovono in un modo che potrebbe apparire anomalo a chi non conosce il dettaglio tecnico.
Ma non è necessario andare a Monza o Imola per apprezzare lo stesso andamento anomalo zigzagante. Basta andare in via Baiona, tra Ravenna e Porto Corsini. E lì non c’è Kimi sulla Mercedes, ma camionisti in canottiera su Tir e normali patentati su utilitarie. Ma non è questione di sporco da evitare, è una necessità di sopravvivenza: certe buche se non le schivi possono essere letali. Di sicuro aumentano la produzione di bestemmie in libertà.
Ci sono punti della strada che serve il lato sinistro del porto dove davvero si vedono veicoli rallentare per poter transitare sugli ultimi rimasugli di asfalto sano. E chi compie la manovra è qualcuno che da lì ci è già passato. Gli esordienti sul tracciato si prendono la buca e tanti saluti a pneumatici, cerchi, sospensioni (e se vai al pit-stop paghi caro). Non è più evitare le buche, è più che altro cercare le isole che affiorano ancora di asfalto.
Ma via Baiona è solo un esempio, forse il più triste, di una situazione imbarazzante della rete viaria locale. Un amico ravennate che vive in Lussemburgo da anni dice che la cosa più impattante quando rientra in patria è proprio rendersi conto dell’abisso di differenza fra le strade nei due Paesi. Certo, è impietoso un paragone con un paradiso fiscale talmente ricco da avere i trasporti pubblici gratis. Ma anche trascurando il Granducato è certo che ci siano altri Stati in condizioni migliori.
Poi succede che qualcuno potrebbe fare un ragionamento di questo tipo: dicono che mettono i velox non per fare cassa ma per ridurre la velocità e aumentare la sicurezza, però garantire strade dignitose per un livello minimo di sicurezza pare che sia invece un concetto che non passa (guarda un po’ un motociclista è caduto a causa di una buca).
Per tamponare il problema ci sono solo due soluzioni. Il Giro d’Italia e elezioni comunali. Il primo si fa ogni anno ma non passa sempre da Ravenna. Le seconde cadono ogni 5 anni. Nell’ultima campagna elettorale quello che è diventato da un anno sindaco aveva promesso un particolare impegno per la manutenzione ordinaria delle strade. Troppo presto?
Ebbene sì, è un altro di quegli editoriali populisti che si lamentano delle buche e non dei veri problemi. Però ogni tanto pure i problemi superflui saranno da ricordare.


