Fanghi lasciati nelle casse oltre i termini, condannati ex dirigenti di Ap e Cmc

La sentenza di primo grado assolve gli ex vertici di Sapir (proprietaria dei terreni) e condanna Di Marco, Foschini e Fucchi: pene da 16 mesi a 9 mesi. Il giudice ha stabilito il ripristino dei luoghi a carico degli imputati

Tre condanne e tre assoluzioni. È la sentenza di primo grado arrivata oggi, 18 gennaio, in tribunale a Ravenna nel processo sui fanghi dragati dal porto dal 2008 in poi e lasciati in una cassa di colmata oltre i termini concessi dalle autorizzazioni. Il giudice ha stabito che la sospensione della pena sia subordinata al ripristino dello stato dei luoghi. La notizia è riportata dal sito de Il Resto del Carlino.

Le condanne sono arrivate per Galliano Di Marco (presidente dell’Autorità portuale dal 2012 al 2016), Dario Foschini e Maurizio Fucchi (rispettivamente ex ad e membro del cda della Cmc). Nell’ordine: 16 mesi e 14mila euro di ammenda, 9 mesi e 10mila euro di ammenda, 9 mesi. Sentenza di assoluzione per Matteo Casadio e Roberto Rubboli (ex presidente e ad di Sapir) e Alfredo Fioretti (presidente di Cmc dal 2017, in precedenza vice). La prescrizione aveva già deciso i percorsi processuali di Giuseppe Parrello (ex presidente Ap), Giordano Angelini (ex presidente Sapir) e Guido Leoni (Cmc).

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In buona sostanza sono stati condannati il committente dei lavori (Ap) e appaltatore degli stessi (Cmc) ed è stato assolto il proprietario dei terreni su cui sorgono le casse (Sapir). Sono state dissequestrate le casse e restituite alla proprietà, venendo così respinta la richiesta di confisca dei terreni avanzata dalla procura (pm Marilù Gattelli).

La sentenza, soprattutto nella parte che riguarda il ripristino dei luoghi, potrebbe avere ripercussioni sul progetto da 230 milioni di euro per l’escavo dei fondali: l’iter autorizzativo è completato e nelle prossime settimane si attende la pubblicazione del bando per la ricerca del committente con la previsione di iniziare a dragare entro il terzo trimestre del 2019. Alcune delle casse coinvolte nel processo dovrebbero essere utilizzate per i nuovi lavori.

Il primo commento alla sentenza è di Massimo Manzoli, consigliere comunale di Ravenna in Comune, da tempo particolarmente attento alle vicende dello scalo ravennate. «Il giudizio ha stabilito che i fanghi sono rifiuti e il loro deposito nelle casse ad autorizzazione scaduta si configura come gestione di discarica abusiva ai sensi dell’art. 256 del Dlgs 152/2006. I tre sono stati condannati al pagamento delle spese processuali. Soprattutto, tutti sono stati condannati a provvedere, in solido tra loro, al recupero e allo smaltimento dei fanghi di dragaggio presenti all’interno delle casse di colmata denominate “Avamporto Porto Corsini”, “Centro Direzionale”, “Nadep Interna e Centrale”, “Nadep Viale Trieste”, “Trattaroli 1, 2 e 3”, oltre al ripristino dello stato dei luoghi».

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