Magari non ve ne eravate accorti, ma in queste settimane a Ravenna è stata demolita una scuola. Si tratta della elementare “Ceci” di Ponte Nuovo, che non ha potuto neppure portare a termine il suo anno scolastico. A poche settimane dalla fine, infatti, i bambini sono stati trasferiti perché non ci potevamo permettere di avere troppo cemento. Facendola breve, infatti, il Pnrr prevedeva criteri ambientali precisi, tra cui il contenimento del consumo di suolo. E i fondi utilizzati per la costruzione della scuola nuova di Ponte Nuovo (un investimento da 16 milioni di euro) erano vincolati alla demolizione della vecchia, per far tornare il terreno di nuovo permeabile. Inutile dire che i bambini potevano essere già nella nuova scuola, se fosse stata realizzata in tempo (doveva essere pronta lo scorso marzo), ma si riuscirà comunque a entrarvi all’inizio del nuovo anno scolastico, quindi in linea con i tempi del Pnrr (anche se il Comune dovrà ancora terminare di allestire la palestra).
Tutto molto bello. Peccato che nel frattempo, in questi anni, il suolo ravennate sia stato comunque consumato, senza troppe “compensazioni”. Basta farsi un giro dalle parti di via Antica Milizia, per esempio, o più recentemente in zona Pala De André (e no, non sto parlando del nuovo palazzetto, in eterna fase di costruzione, tra l’altro senza che sia stato demolito il Pala De André…) per rendersi conto di quanto i campi di terra ed erba si siano trasformati in piazzali di cemento, supermercati, ristoranti, palestre, ora anche impianti da padel. E mi pare di poter dire con certezza che nel frattempo non siano stati demoliti vecchi supermercati come compensazione. Anzi, altri due ne verranno costruiti a breve lungo la vicina via Trieste, per esempio.
Chissà se con il nuovo Pug – il Piano Urbanistico Generale – sarebbe stato possibile tutto questo. Difficile da scoprire, visto che il nuovo Pug è in ritardo di anni e non ne parla più nessuno. Ultimamente, almeno, Alleanza Verdi Sinistra ha organizzato un convegno sul tema perché «decidere oggi come si pianifica il territorio significa decidere che Ravenna vogliamo nei prossimi decenni». Il primo decennio ce lo siamo già giocati, però. Tutto quello che si poteva consumare è stato consumato, ora altri campi agricoli sono pure coperti da pannelli fotovoltaici – tra le Bassette e il ponte mobile – che farli sui capannoni delle zone industriali e artigianali pareva brutto.
Forse sì, ora è proprio pronta Ravenna, per il nuovo Pug. Mi raccomando, a “consumo di suolo zero”…


