Truffa e peculato, indagine al Consorzio Bonifica: «Il personale è professionale»

Auto aziendali usate per scopi personali, auto private usate per finti compiti lavorativi, straordinari inesistenti ma retribuiti: tre persone indagate. I vertici attendono informazioni dalla magistratura a cui garantiscono collaborazione e disponibilità

CanaleDisponibili a collaborare con la Digos, fiduciosi nella magistratura, consapevoli della professionalità di tutto il personale: il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale con sede a Lugo, che vede alcuni suoi dipendenti indagati per presunti rimborsi gonfiati o irregolari e assenteismo, interviene a distanza di alcuni giorni dalle rivelazioni del Corriere Romagna che hanno svelato l’esistenza di un fascicolo in procura per truffa e peculato con tre indagati.

I vertici affermano che dai quotidiani «abbiamo appreso diverse informazioni non ancora in nostro possesso e, in alcuni punti, anche incongruenti tra loro». Gli agenti della polizia hanno fatto visita negli uffici lughesi per due volte: «Fin dai primi giorni delle indagini e dalle prime visite da parte della Digos nella nostra sede di Lugo, ci siamo resi disponibili e collaborativi per fornire agli investigatori il supporto necessario e tutte le informazioni per permettere loro il miglior svolgimento del lavoro. Siamo ora in attesa, al di là di quanto scritto sui giornali, di ricevere comunicazione sullo stato dell’inchiesta, consapevoli della professionalità di tutto il nostro personale che, quotidianamente, è impegnato a svolgere mansioni, spesso anche in orario notturno e festivo per fronteggiare allerte e situazioni di emergenza, “invisibili” agli occhi dell’opinione pubblica, ma fondamentali per mantenere in buono stato idrogeologico l’ampio territorio di competenza, a servizio di tutti i cittadini e delle imprese agricole, fornendo a quest’ultime anche il servizio di irrigazione per le proprie attività».

Il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale opera in un comprensorio di oltre duemila km quadrati (con una rete canali di 962 km), tra i fiumi Sillaro a ovest, Lamone a est, Reno a nord e il crinale appenninico tosco-romagnolo a sud. Cinque le province coinvolte: Ravenna, in prevalenza; Bologna, nell’area imolese; Forlì-Cesena, nell’area collinare di Modigliana e Tredozio; Ferrara, al confine nord-ovest del comprensorio; Firenze, nel versante adriatico della Regione Toscana che comprende i centri abitati di Firenzuola, Palazzuolo e Marradi. 35 i comuni che fanno parte del comprensorio. Il Consorzio, che ha sedi a Lugo, Faenza, Imola e Firenzuola, è articolato in due distretti: pianura e montano.

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