Un ciclo di seminari sulla crisi di impresa, anche per un cambiamento culturale

Magistrati, avvocati, commercialisti e docenti universitari saranno relatori in quattro giornate di incontri formativi promosse dall’Osservatorio sulle procedure concorsuali

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Il momento della costituzione dell’Osservatorio sulle procedure concorsuali di Ravenna

Crisi di impresa e insolvenza, con particolare attenzione ai profili di responsabilità civile e penale in ambito fallimentare sono, sono gli argomenti che verranno affrontati in un ciclo di seminari formativi, spalmati su quattro giornate, promossi dall’Osservatorio sulle procedure concorsuali di Ravenna, nato a novembre 2021 dalla sinergia fra tribunale, procura e ordini professionali di avvocati e commercialisti.

I relatori degli incontri – al giovedì dalle 14 alle 19 nelle sale dell’albergo Cappello in via IV novembre, validi anche per il riconoscimento di crediti formativi per gli iscritti ai due ordini – saranno docenti universitari, avvocati, commercialisti e magistrati. Si comincia il 16 giugno con “Reati di bancarotta fallimentare, concordataria e altri reati nelle procedure concorsuali”. Il 30 giugno invece “Relazione ex articolo 33 della legge fallimentare e ruolo del pm nella crisi di impresa”. Le altre due giornate dopo l’estate: “Responsabilità degli organi sociali e di controllo” il 29 settembre e “Codice della crisi e dell’insolvenza e riforma del diritto penale fallimentare” il 17 novembre. Il dettaglio del programma, con tutti i nomi degli ospiti, è disponibile a questo link: informazioni e iscrizioni a segreteria@odcec-ra.it oppure segreteria@fondazioneforenseravennate.it.

La rassegna, realizzata anche grazie al contribuito di Banca Mediolanum, è la prima iniziativa messa in atto dal già citato Osservatorio che si è costituito con l’ambizione di facilitare lo scambio di informazioni tra i tanti soggetti che hanno voce nei momenti critici nella vita di un’azienda. Per fare in modo che ci siano un terreno e un linguaggio comuni e, nel limite del possibile a seconda dei rispettivi ruoli, le informazioni in possesso di una parte siano a disposizione di tutti. Perché siano sempre meno i casi in cui le sentenze di fallimento arrivano quando l’impresa è ormai decotta. Sullo sfondo di tutto c’è il contrasto alla criminalità finanziaria: dalle crisi di impresa possono arrivare segnali utili a fiutare infiltrazioni.

I promotori non nascondono di puntare anche a favorire un cambiamento culturale: «Sarebbe importante aumentare la sensibilità degli operatori e della collettività verso quelle pratiche scorrette e illegali che intaccano la salute dell’economia», sottolinea la sostituta procuratrice Lucrezia Ciriello, dal 2012 nel pool di Ravenna e oggi tra i magistrati assegnati alla criminalità economica. Il procuratore capo, Daniele Barberini, ha infatti ribadito l’utilità dell’Osservatorio per la tutela delle imprese sane, «quelle che non lasciano debiti sul territorio ma ricchezza».

In occasione della presentazione alla stampa, dalla presidente della sezione civile del tribunale Mariapia Parisi è arrivato anche uno spunto per ampliare il perimetro dell’Osservatorio andando a includere la pubblica amministrazione: «Le prefetture sono incaricate di emettere provvedimenti interdittivi che riguardano le aziende a rischio infiltrazione mafiosa, sono quindi le prime realtà che ricevono segnali da non sottovalutare. E spesso vediamo che gli indagati per reati in odore di mafia hanno precedenti per bancarotta».

Antonio Farini, a nome dell’ordine degli avvocati, e Chiara Ruffini, per l’ordine dei commercialisti, hanno manifestato l’interesse della categorie professionali per una iniziativa che potrà mettere a confronto gli addetti ai lavori di un settore in cui la produzione legislativa deve fare i conti con i cambiamenti socio-economici.

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