Nella provincia di Ravenna la spesa in gioco azzardo nel 2025 è stata di circa 942 milioni di euro. La media per ogni residente è circa 2.822 euro che posizionano Ravenna al 63esimo posto tra le province italiane. I dati sono contenuti nell’ultima edizione (la quarta) del Libro Nero dell’Azzardo realizzato da Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon e presentato oggi, 28 maggio.
La regione Emilia-Romagna, una delle ultime per cifre pro capite, ha visto nel 2025 la spesa arrivare a oltre 10,6 miliardi di euro. Il totale in Italia è quantificabile in 165,34 miliardi di euro, con un incremento di 5 punti percentuali rispetto al 2024. Le perdite complessive sfiorano i 22 miliardi di euro.
Il report parla di «incredibili guadagni delle imprese dell’azzardo, sempre vincenti, che governano questo settore». In cinque anni le maggiori imprese del settore hanno visto una crescita degli utili del 165 percento in termini reali, mentre il loro fatturato ha raggiunto nel 2025 i 10,4 miliardi.
«Ma c’è un terzo soggetto che solitamente viene trattato anch’esso come vincente, in modo del tutto errato, ed è lo Stato italiano. Solo miopi criteri ragioneristici possono portare a credere che rispetto all’azzardo lo Stato sia nel campo dei vincenti, grazie alle entrate per tassazione. Entrate rilevanti, (11,4 miliardi nel 2025, il 6,9% della raccolta) ma in costante calo, per effetto della inarrestabile crescita del canale online».
Le entrate dello Stato sono ormai prossime al sorpasso da parte del fatturato dei concessionari. «Entrate che noi riteniamo decisamente inferiori alle uscite. Un bilancio sociale dell’azzardo dovrebbe esaminare per prima cosa i costi sanitari generali, non limitandosi a quelli strettamente legati alla cura delle persone con disturbi da gioco d’azzardo».



