Un’ispezione condotta da Ausl e polizia nell’asilo nido privato “Bianca e Bernie” di Ravenna, uno di quelli convenzionati con il Comune, ha rilevato un esubero significativo di bambini rispetto alla capienza massima autorizzata di 23 posti (di cui 13 nella convenzione delle liste comunali). Il controllo è avvenuto il 3 giugno al momento del pranzo. La titolare e l’avvocata che l’assiste affermano che fino a oggi, 26 giugno, non sono state notificate sanzioni.
La struttura è ora aperta con una riorganizzazione degli accessi per rispettare il tetto massimo di bimbi. Sulla base del verbale dell’Ausl, infatti, il Comune ha inviato una diffida per il ripristino della regolarità della capienza per la parte conclusiva dell’anno educativo che si chiude il 30 giugno e poi per i servizi estivi. La gestione dell’asilo – dove lavorano nove persone compresa la titolare e la retta mensile è di 530 euro – ha quindi consultato le famiglie e ha trovato un accordo con una decina di loro per interrompere in anticipo la frequenza. Per il resto dei bambini è stata introdotta una turnazione in modo che contemporaneamente non siano mai presenti più dei 23 permessi. Il 24 giugno si è tenuta una riunione con tutte le famiglie degli iscritti per informarle dell’accaduto e chiarire dubbi.
Contattata da Ravenna&Dintorni, la titolare spiega così l’eccesso di bambini presenti: «Disorganizzazione nella gestione, dovuta anche allo sforzo di accettare tutte le domande di iscrizione delle famiglie». La donna aggiunge: «Il mio asilo è forse l’unico in città a garantire l’apertura dalle 6.30 alle 18.30. Per questo gli iscritti sono molto più di 23, ma non tutti chiedono la permanenza per tutto il giorno. Ci sono genitori che portano i figli al mattino e altri che li portano al pomeriggio. È capitata una sovrapposizione nell’orario centrale della giornata quando c’è stato il controllo».
La reazione dei genitori alla comunicazione delle vicende conforta la titolare sulla qualità del servizio offerto: «Avrebbero potuto diventare diffidenti e togliere i figli o cancellare le iscrizioni, invece nessuno lo ha fatto e tanti hanno ribadito la volontà di continuare con noi».
Non è la prima volta che la struttura viene ispezionata dalle autorità, riconosce la titolare, e in precedenza non erano mai state rilevate irregolarità. Il 3 giugno è stata la prima volta in cui l’Ausl si è presentata insieme ai poliziotti della squadra mobile della questura.
L’asilo ha riorganizzato anche gli ingressi per il centro ricreativo estivo di luglio e agosto e per il prossimo anno educativo che partirà a settembre: in totale una ventina di famiglie dovrà trovare un altro nido. Durante il Cre saranno accolti solo 23 bambini al giorno senza turnazioni.
Per quanto riguarda il servizio mensa, la ditta Camst fornisce i pasti per i bambini più grandi di dodici mesi di età, invece per i lattanti (3-12 mesi) c’è una cucina nell’asilo autorizzata alla preparazione dei cibi.



