venerdì
14 Agosto 2026
Sicurezza

La polizia locale avrà una unità cinofila antidroga: agente, cane e auto

Grazie a un contributo regionale di circa 56 mila euro, al quale si aggiungeranno circa 15mila euro di risorse comunali

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Grazie a un contributo regionale di circa 56 mila euro, al quale si aggiungeranno circa 15mila euro di risorse comunali, la polizia locale di Ravenna si doterà di una propria unità cinofila: un cane antidroga, un agente conduttore e un’autovettura dedicata.

Si tratta sostanzialmente dello stesso progetto che il Comune aveva presentato già lo scorso anno nell’ambito dei contributi regionali destinati alla sicurezza urbana integrata, senza ottenere il finanziamento, e che è stato riproposto quest’anno.

Fratelli d’Italia, Forza Italia e Viva Ravenna chiedevano da tempo questa introduzione e ora pongono alcune domande sulla sostenibilità economica futura del progetto e, soprattutto, sui tempi della sua effettiva operatività. «Il primo problema riguarda ciò che accadrà dal secondo anno in avanti, quando verrà meno il contributo regionale che oggi sostiene gran parte dell’investimento iniziale. Infatti vi saranno costi periodici per il cane e per la manutenzione dell’autovetture oltre alle assicurazioni necessarie, che possiamo stimare prudenzialmente nell’ordine di 17-20 mila euro all’anno, senza conteggiare il costo dell’agente già dipendente comunale. Una spesa che, anno dopo anno, sarà interamente a carico del bilancio comunale». L’alternativa secondo Fdi era una convenzione con associazioni cinofile.

Quando l’unità cinofila sarà in strada? Il bando regionale prevede una precisa scansione temporale: avvio del progetto già effettuato all’1 gennaio 2026, conclusione entro dicembre 2026 e successiva rendicontazione nel 2027. «Il progetto risulta effettivamente avviato dall’1 gennaio 2026? È stato selezionato, prenotato, pagato il cane e/o l’agente ha già iniziato il corso di addestramento come conduttore? Perché tra l’approvazione di un finanziamento e vedere un cane antidroga realmente operativo sul territorio c’è una differenza enorme e rischiamo di vedere in azione il cane all’opera, forse, nell’estate 2027. In attesa forse del 2027 si poteva utilizzare la soluzione ponte della convenzione».

Insomma Fdi contesta «un metodo nel quale troppo spesso la politica della sicurezza sembra muoversi alla velocità dei bandi e dei contributi: se arriva il finanziamento si parte, se non arriva si aspetta l’anno successivo o quello dopo e via dicendo».

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