Due sentenze del Tribunale di Ravenna riconoscono il diritto al risarcimento per due insegnanti di religione cattolica che per diversi anni hanno lavorato con contratti a tempo determinato, pur prestando servizio su posti vacanti.
I due procedimenti, distinti, sono stati promossi dall’avvocato ravennate Matteo Manca e si sono conclusi con il riconoscimento di un’indennità risarcitoria pari a quattro mensilità per il docente con minore anzianità e undici mensilità per quello con maggiore anzianità. A questi importi si aggiungono le spese di lite, per un esborso complessivo a carico del Ministero dell’Istruzione e del Merito superiore ai 40mila euro.
Il giudice ha accolto le ragioni sostenute nei due ricorsi, riconoscendo che l’utilizzo prolungato e non conforme di contratti a tempo determinato può determinare il diritto al risarcimento del danno. Non è stata invece ritenuta sufficiente, per sanare la situazione, la successiva indizione di un concorso straordinario da parte del Ministero. Secondo quanto stabilito nelle sentenze, infatti, anche un concorso semplificato non può essere considerato una soluzione sanante quando non garantisce l’assunzione in tempi certi e ragionevolmente contenuti.
«Il Giudice ha ritenuto pienamente fondate e riconosciute le ragioni dei miei assistiti», commenta l’avvocato Manca, sottolineando come le decisioni ribadiscano un principio affermato a livello europeo e riconoscano dignità professionale a docenti che, nonostante gli anni di servizio, sono rimasti a lungo nella condizione di precari.



