giovedì
27 Agosto 2026

La clinica della finanza

Certificati di Investimento da record: li conosci davvero?

Possono essere strumenti interessanti, ma non sempre sono semplici...

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18,375 miliardi di euro in sei mesi e 762 prodotti collocati nel solo secondo trimestre. Il mercato italiano dei certificati continua a crescere. Ma quanti investitori sanno davvero che cosa hanno in portafoglio?

I numeri parlano chiaro: i certificati di investimento stanno conquistando uno spazio sempre più importante nei portafogli degli italiani.

Secondo i dati ACEPI (Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento) relativi al primo semestre 2026, nel secondo trimestre gli emittenti associati hanno collocato 8,826 miliardi di euro, il 38% in più rispetto allo stesso trimestre del 2025.
Il totale del primo semestre raggiunge così 18,375 miliardi di euro, segnando il miglior risultato semestrale di sempre.
E il record è doppio: nel secondo trimestre sono stati collocati 762 prodotti, il 17% in più rispetto al precedente record del primo trimestre 2026 e circa il 40% sopra la media trimestrale del 2025.

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Fonte dati di mercato: ACEPI, dati relativi al primo semestre e al secondo trimestre 2026.

Numeri importanti, che ci danno lo spunto per fare però una domanda molto più semplice.

Tu sai se hai dei certificati in portafoglio?

Te ne hanno mai proposto uno in banca? Sai come funziona quello che eventualmente possiedi?
E soprattutto: sai in quali condizioni può farti guadagnare e in quali può invece farti perdere denaro?

Sono domande tutt’altro che banali.

Non esiste “il certificato”

Quando si parla di certificati si rischia infatti di mettere sotto un’unica etichetta prodotti anche molto diversi tra loro.
Ci sono certificati a capitale protetto, prodotti a capitale condizionatamente protetto, strutture Autocallable o Express, Cash Collect, Bonus, Credit Linked Notes e molte altre varianti.
Anche i dati ACEPI mostrano questa varietà: nel secondo trimestre 2026 il 57% del mercato era rappresentato da prodotti a capitale protetto, il 35% da prodotti a capitale condizionatamente protetto e il 7% da Credit Linked Notes.
All’interno del segmento a capitale condizionatamente protetto, inoltre, gli Autocallable rappresentano ormai il 55%.

Dietro la parola “certificato”, quindi, possono nascondersi meccanismi di funzionamento, rendimenti potenziali e soprattutto rischi molto differenti.

Interessanti? Sì. Semplici? Non sempre.

I certificati possono essere strumenti interessanti. Possono permettere di costruire strategie adatte a scenari di mercato differenti, generare flussi periodici oppure prevedere forme di protezione totale o condizionata del capitale.

Ma attenzione: protezione non significa automaticamente assenza di rischio.

Bisogna capire, per esempio, qual è il sottostante; come funziona un’eventuale barriera; cosa succede se viene superata; quali sono le condizioni necessarie per ricevere le cedole; quando il prodotto può essere rimborsato anticipatamente; quale rischio si assume nei confronti dell’emittente; quanto è semplice venderlo prima della scadenza.

E, nei prodotti legati a più titoli, può essere fondamentale comprendere il funzionamento del cosiddetto worst of: a determinare il risultato finale potrebbe essere proprio il titolo che si è comportato peggio.

Sono dettagli? No. Sono il prodotto.

Una cedola particolarmente interessante, presa da sola, dice molto poco sulla bontà di un investimento.

Il punto non è essere pro o contro i certificati

Come spesso accade negli investimenti, la domanda corretta non è: “I certificati sono buoni o cattivi?”.
La domanda giusta è: “Questo certificato è adatto a me, ai miei obiettivi e al resto del mio portafoglio?”.
Un prodotto può essere perfettamente valido e allo stesso tempo essere poco adatto a uno specifico investitore.

Ecco perché, soprattutto davanti a strumenti più articolati, vale la pena comprendere bene ciò che si sta acquistando prima di guardare soltanto alla cedola promessa.

Hai dei certificati? Possiamo guardarli insieme

Se hai uno o più certificati in portafoglio o se te li hanno proposti e non ti è completamente chiaro come funzionino, puoi partire da una cosa molto semplice: farli analizzare.
Possiamo offrirti un primo parere indipendente per aiutarti a capire meglio quali rischi stai assumendo e come quel prodotto si inserisce nel tuo portafoglio complessivo.
Nessun pregiudizio a favore o contro lo strumento.

Solo una domanda da cui, secondo noi, dovrebbe partire ogni investimento: “Ho davvero capito dove sono investiti i miei soldi?”.

Se vuoi fare un primo check dei certificati che hai in portafoglio, contattaci.

Clinica della Finanza è a cura di Moneyadvisor SCF Srl – Consulenza Finanziaria Indipendente
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