venerdì
28 Agosto 2026
testimonianze

Caro scuola, le famiglie tagliano il superfluo: «Si compra solo ciò che serve»

Cartolerie alle prese con nuove abitudini, rincari e concorrenza online. Tra riuso del materiale, libri di testo e aumenti attesi fino al 10%, i negozi cercano nuove strategie per restare competitivi

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Zaino, quaderni, cancelleria e diario: come ogni anno, con l’avvicinarsi di settembre, la corsa in cartoleria accompagna il conto alla rovescia per il ritorno sui banchi.
Nello scenario attuale di crescente incertezza economica e di contrazione del potere d’acquisto delle famiglie, la “lista della compere” è cambiata radicalmente rispetto a qualche anno fa. A raccontarlo sono i titolari di alcune storiche cartolerie che osservano da vicino le abitudini delle famiglie ravennati.

«Una volta ci si presentava in cartoleria con “la lista” per ricomprare il corredo scolastico nuovo a ogni autunno, oggi si cerca di riutilizzare quanto più possibile il materiale degli anni precedenti, comprando solo il necessario – spiega Antonella Castellucci, titolare di Girogirotondo in viale Alberti a Ravenna –. Non definirei però il settore in crisi, perché per i genitori l’acquisto del materiale scolastico resta prioritario. Il corredino nuovo ti rimette in gioco: apri la prima pagina di un quaderno, bianca e profumata, e pensi “quest’anno farò il bravo”. In questo senso, la cancelleria può invogliare allo studio e i genitori lo considerano un piccolo investimento. Le spese extra invece si concentrano sui gadget dei personaggi più in voga del momento, oggi Spiderman e Kpop Demon Hunters».

Resta centrale l’acquisto dei libri di testo. Per uno studente che inizia le scuole medie la spesa media si aggira attorno ai 280 euro. Considerando che buona parte dei volumi accompagnerà poi l’alunno per l’intero triennio, il costo complessivo per il ciclo scolastico arriva a circa 500 euro. «Gli aumenti, negli ultimi anni, sono stati contenuti prosegue Castellucci -. Il salto arrivò con il passaggio dalla lira all’euro, che portò con sé rincari importanti. Oggi la crescita dei prezzi è minima e molte scuole, proprio per venire incontro alle famiglie, indicano alcuni testi come facoltativi».

Al tempo stesso, però, i margini sempre più risicati per gli esercenti hanno portato alcune cartolerie a sospendere il servizio, come nel caso di Decara. La cartolibreria di via Bassano del Grappa a Ravenna, aperta dal 1946, ha rinunciato circa cinque anni fa alla vendita dei testi scolastici: «Gli aumenti da parte delle case editrici ci portavano a guadagni sempre più miseri e la competizione con la grande distribuzione si è fatta insostenibile – spiega il proprietario Giovanni Gamberini –. Per i supermercati, il servizio di vendita dei libri è solo un modo per attirare più clienti e possono quindi permettersi sconti anche superiori al 15 percento sul prezzo di copertina, per noi impossibili».

Per quanto riguarda i rincari generalizzati, attualmente i prezzi rimangono in linea con le medie del 2025, ma sono previsti rialzi a partire da settembre, dovuti soprattutto al caro carburante e ai dazi sulle importazioni dalla Cina: «Negli ultimi 5 anni il comparto ha subito un aumento del 12-15 percento, reggendo bene il colpo rispetto ad altri settori – continua Gamberini -. Ora però sono previsti nuovi aumenti repentini, dall’8 al 10 percento».

Per far fronte all’emergenza senza sacrificare la qualità né gravare eccessivamente sulle tasche dei clienti, c’è chi blocca ordini e prezzi con mesi di anticipo e chi sceglie criteri etici. È il caso di Sandra Minguzzi, titolare della storica cartoleria Rossi di Cervia, in viale Roma: «Da quando Giochi Preziosi è stata acquistata da un colosso cinese ho interrotto ogni rapporto commerciale con l’azienda, rinunciando a una parte dell’assortimento. L’etica e la qualità dei materiali sono ciò che ci distingue dall’acquisto online». Per Minguzzi il competitor da temere non sono infatti i supermercati, ma gli e-commerce: «Ormai anche per una gomma si usa Amazon. Apriamo alle 7.30 per servire la vicina scuola Pascoli, ma l’acquisto di prossimità è quasi scomparso. Abbiamo dovuto sostituire gran parte della piccola cancelleria con prodotti più originali, come diari per insegnanti e borracce. Ad aiutarci sono anche le scuole, che continuano ad esigere materiali di alta qualità come i blocchi di carta Fabriano». Per la vendita di libri di testo, dallo scorso anno è attiva una convenzione con Conad, che prevede l’erogazione di buoni spesa con l’acquisto di libri in cartoleria: «Credo che la soluzione migliore sia collaborare con i supermercati invece che temerli – conclude Minguzzi – unendo la nostra professionalità di cartolibrai ai vantaggi economici offerti dalla grande distribuzione e salvando il commercio fisico e locale».

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