giovedì
27 Agosto 2026
Rubrica L'opinione

Dov’era il Pd quando Missiroli firmava l’accordo per la cittadella dello sport?

Cervia dice addio al progetto del polo da 14 milioni approvato nella precedente legislatura quando l'assessore ai Lavori pubblici era l'attuale sindaco

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Se cercate negli archivi delle testate online trovate una foto scattata a Cervia il 28 aprile 2025 che è già invecchiata malissimo. Ci sono il sindaco della località Mattia Missiroli e il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina che firmano una lettera di intenti per l’avvio dell’ambizioso progetto “Cervia città dello sport”. Da un’intesa tra Comune, Regione, Coni, Figc e Lega nazionale dilettanti sarebbe dovuto nascere un maxi polo sportivo da 14 milioni di euro a ridosso della pineta di Milano Marittima con un centro federale per il calcio, una beach arena, una piscina olimpionica e nuovi impianti indoor. Per annunciare il piano fecero un convegno con nomi importanti dello sport nazionale e la conduzione di Simona Ventura.

È passato un anno: Gravina si è dimesso dalla Federazione dopo la terza mancata qualificazione ai Mondiali, Missiroli è stato sfiduciato dalla sua maggioranza dopo l’indagine per presunti maltrattamenti alla moglie e la nuova giunta comunale all’inizio di agosto ha ufficializzato che il progetto andrà in soffitta e non si farà.

Finora il Pd cervese si era limitato a prendere le distanze dal Missiroli uomo, perché il reato di cui è accusato non rientra tra quelli specifici dell’attività di amministratore pubblico. La scelta di archiviare la cittadella – per esplicite ragioni di carenza di risorse economiche – invece è una bocciatura di una scelta politica su cui Missiroli, da sempre vicino agli ambienti sportivi, aveva messo la faccia in prima persona.

Ora è legittimo porsi qualche interrogativo. Perché viene il dubbio che il Pd e il centrosinistra non abbiano voluto sprecare l’occasione per liberarsi di un peso scaricabile su un politico già scaricato senza tante smancerie (come se davvero il partito fosse ignaro di tutto). Se l’indagine su Missiroli non fosse emersa, il progetto della cittadella sarebbe ancora un obiettivo della giunta?

La nuova giunta che ha fatto dietrofront è guidata da Mirko Boschetti che nella passata legislatura era assessore di Missiroli con delega ai Lavori pubblici. Mentre Missiroli e Gravina firmavano, non si ricordano pubbliche dichiarazioni di contrarietà e scetticismo da Boschetti.

Forse dalle parti della città del sale – a proposito, anche il disavanzo della società delle saline è un tema con cui ci sarà da fare i conti – devono aver pensato di guardare verso Ravenna e i sette anni di cantiere per il palazzetto dello sport, senza che si sappia quando finirà, potrebbero aver fatto cambiare idea sulla cittadella.

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