Un ottobre di inclusione, con al centro spettacoli, laboratori, incontri per le scuole e mostre fotografiche. È questo il quadro del festival “L’Arte che Include”, a cura di Nerval Teatro. Dal 6 ottobre, parte la sua terza edizione e allarga il proprio respiro intrecciando persone, artisti e linguaggi. Il progetto raggiungerà diversi luoghi culturali della città di Ravenna grazie ad un programma diffuso che invita a guardare la disabilità da un altro punto di vista.
Il festival itinerante porta sui palchi l’esperienza del laboratorio permanente “Il teatro è differenza”, che dal 2021 si svolge continuativamente negli spazi del Teatro Zodiaco coinvolgendo nel progetto circa una ventina di persone con disabilità fisiche o psichiche tra i 20 e i 70 anni. «È molto più di un laboratorio – dichiara la promotrice Elisa Pol -. Si tratta di uno spazio di ricerca di relazione e possibilità. Grazie al festival diventa un trampolino per le persone con disabilità che possono passare da una esperienza formativa ad una professionale in cui percepire una retribuzione. Dopo la tavola rotonda del 2022 e il weekend di eventi nel 2024, quest’anno la proposta si ampia toccando vari luoghi culturali della città».
Il primo appuntamento di “L’Arte che Include” si svolgerà dal 6 al 8 ottobre (ore 10) e il 9 ottobre (ore 19) negli spazi del Museo Classis con Duetto. La mise en espace nasce dall’incontro tra la figura di Maria Callas e il suo “doppio”: la tenia, parassita e malattia intorno a cui si è costruito un immaginario ambiguo e perturbante, fino a ipotizzarne una ingestione volontaria come strumento di dimagrimento. Nell’opera di Antonio Moresco, questo elemento patologico diventa il centro di una relazione trasformativa: la ferita come spazio generativo, non come mancanza da colmare. Le repliche di Duetto sono accompagnate da “Ogni corpo è scena”: un laboratorio teatrale inclusivo aperto alla comunità, senza limiti di età né esperienze pregresse.
Il secondo appuntamento è con Cristina Kristal Rizzo e Diana Anselmo che sabato 10 ottobre alle 21 portano in scena alle Artificerie Almagià lo spettacolo Monumentum DA. La creazione si configura come un racconto, un movimento del corpo a corpo, che intende amplificare e dare spazio alle possibilità intrinseche della lingua dei segni. La LIS è una lingua umana, viva, corporea; non parla di margini ma di nuove forme. Monumentum DA porta in campo la relazione fra lingua (i segni) e linguaggio (la danza), osservando l’erosione dei confini fra i due ambiti semantici. La performance nasce già accessibile, contenendo nella sua forma le possibilità di essere fruita da un pubblico sordo e da un pubblico udente. Anche questo appuntamento porta sé un momento laboratoriale: domenica 11 ottobre, ore 14.30, presso il Teatro Zodiaco, Cristina Kristal Rizzo e Diana Anselmo conducono Forte Forte.
Gli appuntamenti continuano con una serie di matineé pensate per le scuole di secondo grado: dal 13 al 15 ottobre presso le Artificerie Almagià, va in scena La Buca di Nerval Teatro. Un percorso denso di sorprese e di inventiva che si scatena a partire dalla reinvenzione delle situazioni e della natura dei personaggi beckettiani: rappresenta l’avvio di una progettualità teatrale che ha come protagonista Carlo De Leonardo, attore con disabilità ravennate che, in coppia con Maurizio Lupinelli, restituisce l’essenza stralunata e surreale dei personaggi di Samuel Beckett.
Dal 16 al 18 ottobre, in collaborazione con Schiusa, un laboratorio aperto a tutta la comunità condotto da Elisa Pol e Chiara Lagani dal titolo “Abitare una domanda”. Il laboratorio attraversa alcune delle domande aperte da “La vita degli animali” di Coetzee, in particolare il rapporto tra esseri umani e animali, attraverso un lavoro sull’ascolto, sull’azione e sulla voce. Un’occasione per entrare nel processo creativo che accompagna la nascita dello spettacolo “La vita degli animali,” che va in scena al Teatro Rasi, domenica 25 ottobre alle 18.
Si continua con due appuntamenti dedicati ai bambini dai 2 ai 4 anni con il laboratorio “Piccoli Yogi e Grandi Animali”. Il laboratorio, propone un’esperienza educativa e ludica, pensata come uno spazio di incontro, gioco e relazione. L’attività si colloca a metà tra yoga e narrazione animata, unendo movimento, ascolto e racconto. La presenza del genitore rappresenta un elemento fondamentale sia come figura di accompagnamento sia per rafforzare il legame affettivo. Il primo appuntamento è sabato 17 ottobre (primo turno alle 10 e il secondo alle 15.30) presso il Centro per le Famiglie di Ravenna, mentre il secondo appuntamento è sabato 7 novembre alle 10.30 presso la Biblioteca Casa Vignuzzi.
Venerdì 23 ottobre alle ore 21 al Teatro Rasi va in scena “Beckettiana”. Il lavoro nasce dall’incontro tra la ricerca che Nerval Teatro conduce da anni: un percorso in cui il confronto con attori con disabilità trasforma radicalmente il senso della pratica scenica. Un luogo del possibile, dove il teatro diventa esperienza condivisa e spazio di formazione e di lavoro. Beckettiana è un atto di ritorno e di trasformazione: un modo di abitare Beckett riconoscendo nella fragilità e nel tempo condiviso una possibilità di senso. A seguire incontro con la compagnia. Lo spettacolo, che coinvolge 5 attori con disabilità, è inserito ne La Stagione dei Teatri di Ravenna Teatro.
Il programma del festival continua con una mostra a cielo aperto in Via Zirardini: “Non sono (in)differente” di Marco Parollo e Nerval Teatro. Dal 28 ottobre al 22 novembre è possibile vedere quattordici fotografie di Marco Parollo, scattate in questi anni durante il Laboratorio Permanente “Il teatro è differenza”. Ogni immagine è accompagnata da una parola e da una citazione da “Il Diario delle differenze”, progetto di racconto e testimonianza realizzato da un gruppo di studentesse del Liceo delle Scienze Umane di Ravenna, che guidate dallo studioso e docente Lorenzo Donati, hanno affiancato il laboratorio osservandone il lavoro e sperimentando forme di scrittura diaristica e giornalistica. La mostra prende vita domenica 8 novembre (ore 11) con la performance site specific Non sono (in)differente.
Quattro appuntamenti (10, 11, 17 ottobre e 7 novembre) saranno accessibili anche al pubblico sordo-muto, grazie al servizio di interpretariato Italiano – Lis con supporto Caa a cura di ComunicLab di Forlì.


