lunedì
02 Novembre 2026
tribunale

Dieci rinvii a giudizio per l’alluvione che devastò Traversara

Contestato il disastro colposo. Processo al via il 22 gennaio per tecnici e dirigenti di protezione civile e Regione

Condividi

Il gup Andrea Galanti del Tribunale di Ravenna ha accolto nel pomeriggio la richiesta di rinvio a giudizio dalla Procura (pm Francesco Coco) per i dieci imputati tra tecnici e dirigenti di Protezione civile e della Regione, oltre che legali rappresentanti di alcune ditte, in relazione alle contestazioni mosse per l’ultima delle tre alluvioni che, in appena 15 mesi, nell’autunno 2024 colpì perlopiù gli abitati di Traversara e Boncellino, nel Comune di Bagnacavallo. Il processo inizierà il 22 gennaio prossimo.
Già nella precedente udienza il giudice aveva accolto praticamente tutte le costituzioni di parte civile di persone che avevano subito danni, comitati e Codacons.

L’apice della esondazione si palesò la notte del 18 settembre di due anni fa quando il fiume Lamone uscì dal suo alveo travolgendo l’abitato di Traversara. La devastazione e il fango avevano toccato pure la vicina Boncellino, risparmiata dal fatto che la vicina rottura dell’argine aveva impedito la tracimazione in quella zona abbassando di colpo la portata.

La Procura aveva aperto un fascicolo, inizialmente contro ignoti, per disastro colposo a cui in chiusura d’inchiesta si era aggiunta l’ipotesi di pericolo di disastro legato agli interventi realizzati in seguito alle prime due alluvioni, quelle del maggio 2023. Per l’accusa, non solo c’erano state negligenze nel mettere mano a suo tempo alle opere tanto da agevolare l’inondazione: ma anche a ripristino eseguito, in diversi punti, sussisteva il rischio di cedimento in caso di nuovi eventi della medesima portata. Le difese avevano avevano invece chiesto tutte il non luogo a procedere. (fonte Ansa.it)

Condividi

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi